In Spagna quest’estate sono già bruciati circa 200 mila ettari, sei volte in più rispetto al 2025. Niebla, Castellón e Segovia restano i fronti più critici. Centinaia di persone evacuate e migliaia di operatori impegnati nelle operazioni di spegnimento
La Spagna sta affrontando una delle stagioni degli incendi più dure degli ultimi anni, nel pieno dell’estate e con temperature elevate che mantengono alto il rischio di nuovi roghi in gran parte del sud dell’Europa.
Nel Paese sono giàandati in fumo quasi 200.000 ettari, sei volte in più rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre questo lunedì tre grandi incendi restano attivi a Huelva, Castellón e Segovia. Tutti e tre sono classificati al livello 2 di gravità e vedono impegnati numerosi mezzi terrestri e aerei, compresa l’Unità Militare di Emergenza (UME).
La notte tra domenica e lunedì ha offerto una breve tregua alle squadre impegnate nelle operazioni di spegnimento: il calo delle temperature e l’aumento dell’umidità hanno favorito il lavoro di contenimento lungo i perimetri dei roghi. Una tregua che, però, potrebbe essere di breve durata. Le autorità prevedono infatti venti variabili e un nuovo, marcato aumento delle temperature nei prossimi giorni, condizioni che potrebbero complicare ulteriormente le operazioni e favorire la propagazione degli incendi.
Oltre 20.000 ettari devastati a Niebla
L'incendio di Niebla, dichiarato giovedì scorso, ha interessato più di 20.000 ettari, anche se non tutta questa superficie è andata completamente in fumo. Sarà il sistema Copernicus a fissare la cifra esatta una volta che il fuoco sarà sotto controllo.
Con il miglioramento delle condizioni notturne, le squadre sono riuscite a recuperare la linea di difesa nella zona nord, combinando macchinari pesanti e fuoco tecnico per mettere in sicurezza il perimetro. Il vento, tuttavia, continua a disegnare uno scenario che gli stessi operatori definiscono imprevedibile, con oltre 150 professionisti dispiegati.
Da sabato 474 persone sono state evacuate dalle loro abitazioni a Berrocal, El Pozuelo e in diverse frazioni della zona. La maggior parte ha trovato sistemazione in seconde case o presso familiari, mentre circa 27 persone sono ospitate nel teatro municipale di Zalamea la Real, dove ricevono assistenza dalla Croce Rossa. Il delegato del Governo in Andalusia ha confermato che al momento non sono previsti nuovi sgomberi, anche se resta attivo l’allerta preventiva a El Madroño.
Il dispositivo di emergenza schiera 11 autobotti, 10 bulldozer e un elicottero di media capacità, ai quali si aggiungeranno altri mezzi aerei nel corso della mattinata. L’obiettivo è contenere l’avanzata delle fiamme verso nord. Il consigliere per le Emergenze, Antonio Sanz, ha sottolineato il rischio legato ai fenomeni convettivi provocati dalle alte temperature, ma ha anche espresso un cauto ottimismo, grazie al lavoro svolto dalle squadre durante la notte su entrambi i fronti.
Navas de San Antonio: il granito frena le fiamme
A Navas de San Antonio la situazione appare invece in miglioramento. La diminuzione del vento e l’aumento dell’umidità durante la notte hanno contribuito a stabilizzare l’incendio, divampato sabato dopo che un veicolo ha preso fuoco sull’AP-6. Il rogo, arrivato al livello 2 di gravità, aveva costretto all’evacuazione di Los Ángeles de San Rafael e Vegas de Matute.
Ora l’operazione Infocal è concentrata sul consolidamento del perimetro nelle aree vicine ai centri abitati, mentre le condizioni del terreno, caratterizzato dalla presenza di granito, contribuiscono a rallentare la propagazione delle fiamme.
Il fuoco avanza rapidamente tra i pascoli, ma trova un ostacolo particolare: i grandi blocchi di granito e i lecci che punteggiano il paesaggio. Le rocce impediscono il passaggio dei mezzi pesanti e fanno sì che il fuoco resti covante sotto le pietre, con il rischio di generare nuovi focolai se il vento si intensifica. Quando le fiamme raggiungono il lecceto, il fumo e l'intensità della combustione aumentano sensibilmente.
Il Comune di El Espinar ha messo a disposizione autobus e il palazzetto dello sport municipale per accogliere gli evacuati. La comunità autonoma di Castiglia e León monitora inoltre una ripresa del fuoco a Revenga e un altro fronte attivo a Quintela, in provincia di León, mentre il grande incendio di Burgohondo, ad Ávila, è stabilizzato dal 6 agosto.
Castellón: Catí evacuata per l'avanzata del fuoco a Tírig
L'incendio di Tírig ha già bruciato 810 ettari in un perimetro di 21 chilometri. Domenica ha costretto a evacuare 700 persone da Catí, un comune fino ad allora confinato, per l'avanzata delle fiamme verso il centro abitato e la presenza di fumo. Le squadre di emergenza lavorano per proteggere oltre 60 allevamenti situati nella zona a rischio.
Questo lunedì si sono aggiunti 21 mezzi aerei ai circa 300 operatori e 50 mezzi terrestri già dispiegati, compresi quelli dell'UME. Un'umidità relativa del 100% durante la notte ha consentito ai vigili del fuoco di effettuare attacchi diretti e di usare fuoco tecnico, rallentando la combustione. La finestra operativa favorevole si estende fino a mezzogiorno, prima dell'arrivo di temporali e di un tempo più instabile nel pomeriggio.
L'ipotesi principale indica un fulmine durante i temporali di venerdì come origine del fuoco, la stessa causa che avrebbe innescato altri focolai nella zona. L'incendio della Sierra Engarcerán, invece, è già sotto controllo e i 91 residenti evacuati hanno potuto rientrare nelle loro case coloniche. L'intera Comunità Valenciana resta questo lunedì in stato di preallerta estrema per rischio di incendi boschivi.