Ceuta affronta il secondo giorno con il campo del porto attivo per 1.700 persone, mentre oltre 4.000 migranti sono ancora costretti a dormire per strada. Alla pressione sui servizi si aggiungono denunce di abusi su minori e il ricorso della Polizia contro la struttura
Sono già disponibili cifre approssimative sul numero di migranti ospitati a Ceuta. Sono circa 8.300 le persone nei diversi centri allestiti dalle autorità e si stima che oltre 4.000 continuino a dormire in strada, per un totale di oltre 12mila.
Questa domenica segna il secondo giorno di funzionamento del campo di accoglienza allestito nel porto, che ha una capienza di 1.700 persone. Nella zona sono già al lavoro operai per aumentare il numero di posti disponibili.
Nella struttura, pensata esclusivamente per adulti, sono presenti anche giovani che dichiarano di essere minorenni, anche se non hanno ancora completato il processo di identificazione.
Se alla fine sarà confermata la loro minore età, dovranno essere trasferiti in una struttura specifica e passare sotto la tutela della Città Autonoma. Il governo stima in 2.048 i minori già identificati e calcola che tra 700 e 1.000 restino ancora senza classificazione.
Venerdì il trasferimento degli insediamenti dalle spiagge si è concluso con scontri e con la possibilità di ospitare solo 1.700 persone, mentre oltre 4.000 si trovavano sulle spiagge.
Le polemiche sorte sul centro di accoglienza a Ceuta
Il centro di accoglienza del porto continua a suscitare polemiche. L'Audiencia Nacional ha chiesto al Governo i fascicoli relativi all'installazione, dopo che il sindacato di polizia SUP ha presentato un ricorso per motivi di sicurezza. Il tribunale, tuttavia, ha già respinto la richiesta di sospendere il trasferimento dei migranti all'area portuale.
Nel frattempo, gli insediamenti improvvisati sulle spiagge non sono scomparsi. La spiaggia del Trampolín è di nuovo completamente occupata, nonostante l'avvio del centro del porto. "È un'opportunità per vivere meglio, per avere un lavoro che sia buono, per aiutare", racconta uno dei migranti che rimane lì.
A questo scenario si aggiunge la protesta dei residenti in Plaza de los Reyes, di fronte alla delegazione del Governo, dove residenti di Ceuta chiedono soluzioni alla crisi migratoria. "Non possiamo normalizzare ciò che non è normale, siamo qui per chiedere a tutte le amministrazioni che si assumano le proprie responsabilità", spiegano.
Denunce di abusi sui minori a Ceuta e tensioni politiche
Diversi minori migranti hanno denunciato presunte vessazioni e minacce subite in centri di accoglienza della città. Una delle avvocate che rappresenta alcune delle vittime ha spiegato al canale '24 Horas' "minacce di violenza sessuale da parte di guardie di sicurezza" e pressioni da parte di alcune educatrici, che avvertivano che la loro documentazione non sarebbe stata trattata.
Secondo il suo racconto, alcuni minori hanno passato intere notti legati dentro ai bagni, come punizione. La Procura sta già indagando su queste denunce, anche se, finché dura l'inchiesta, parte dei coinvolti preferisce vivere in strada piuttosto che tornare in quei centri.
Sul piano politico, il primo vicepresidente e ministro dell'Economia, Commercio e Impresa, Carlos Cuerpo, ha chiesto "lealtà" al Marocco in un'intervista concessa a 'RTVE'. Il ministro ha difeso i 309 milioni di euro destinati a Ceuta e ha sottolineato che la popolazione "ha bisogno di avere un orizzonte di speranza".
"L'immigrazione e la sicurezza sono un elemento di primo piano della politica interna in tutti i Paesi dell'Unione europea, e bisogna integrare Ceuta e Melilla in tutti i meccanismi che hanno a che fare con la sicurezza, con il rafforzamento delle frontiere, e poi, naturalmente, la collaborazione con il Marocco, una collaborazione che deve essere leale", ha dichiarato nel programma 'Informe Semanal'. Cuerpo ha inoltre avvertito che "la paura è molto difficile da combattere" e che "può essere alimentata con discorsi falsi o strumentali".
Da parte sua, il leader del PP, Alberto Núñez Feijóo si recherà il prossimo lunedì a Ceuta per la quarta volta dall'inizio della crisi, accompagnato da una delegazione del Partito Popolare Europeo guidata dal presidente, Manfred Weber. La visita si inserisce nella strategia del PP di "europeizzare" la crisi e denunciare quella che definisce una gestione "negligente" e "disastrosa" da parte del Governo di Pedro Sánchez dopo l'assalto di fine luglio.