Ha fatto il saluto nazista all'interno del Memoriale di Auschwitz-Birkenau: un 34enne colombiano è stato multato, espulso dalla Polonia e bandito dall'area Schengen per cinque anni
Un gesto compiuto in uno dei luoghi simbolo dell'Olocausto è costato a un cittadino colombiano una pesante sanzione giudiziaria e amministrativa.
Un uomo di 34 anni è stato infatti espulso dalla Polonia, condannato a una multa e interdetto dall'ingresso nell'area Schengen per cinque anni dopo aver effettuato il saluto nazista durante una visita all'ex campo di concentramento e sterminio di Auschwitz-Birkenau.
Il saluto nazista durante la visita al Memoriale
L'episodio risale a circa due settimane fa ed è avvenuto all'interno del Museo statale di Auschwitz-Birkenau, il memoriale che conserva il sito dell'ex campo di concentramento nazista. Secondo quanto riferito dalle autorità polacche, il turista colombiano ha eseguito il saluto nazista mentre un conoscente lo fotografava con il cellulare.
La scena è stata segnalata alle forze dell'ordine, che hanno avviato immediatamente le indagini. Gli agenti del comando di polizia distrettuale di Oświęcim hanno identificato il responsabile e ricostruito l'accaduto.
Gli investigatori hanno ritenuto che il comportamento dell'uomo configurasse una pubblica propaganda del nazismo e un oltraggio a un luogo dedicato alla commemorazione delle vittime del regime hitleriano.
Per questo motivo il caso è stato inquadrato come violazione degli articoli 256 e 261 del Codice penale polacco, che puniscono rispettivamente la propaganda di ideologie totalitarie e il vilipendio di monumenti o luoghi della memoria.
Il cittadino colombiano ha ammesso le proprie responsabilità, ha reso dichiarazioni agli investigatori e ha accettato volontariamente la pena proposta. Il tribunale lo ha quindi condannato al pagamento di una multa di 2.000 złoty, pari a circa 470 euro.
Espulsione immediata e divieto di ingresso nell'area Schengen
Concluso il procedimento giudiziario, il 29 luglio il 34enne è stato affidato alla Guardia di frontiera polacca. Il comandante del posto di frontiera di Cracovia ha emesso un ordine di rimpatrio nel Paese d'origine.
Contestualmente è stato disposto il divieto di rientrare non solo in Polonia, ma in tutti i Paesi dell'area Schengen per un periodo di cinque anni.
Secondo le autorità, la misura è stata adottata per ragioni di sicurezza, tutela dell'ordine pubblico e nell'interesse della Repubblica di Polonia. In attesa del completamento dell'espulsione, l'uomo rimarrà nel Centro sorvegliato per stranieri di Przemyśl.
Prima dell'arresto soggiornava regolarmente in Polonia, dove lavorava presso un'azienda del voivodato della Grande Polonia.
Auschwitz-Birkenau, simbolo della memoria dell'Olocausto
L'ex campo di Auschwitz rappresenta uno dei luoghi più significativi della memoria della Shoah. I nazisti tedeschi lo istituirono nel 1940 inizialmente come campo di detenzione per prigionieri politici polacchi. Due anni dopo fu realizzato Auschwitz II-Birkenau, destinato a diventare uno dei principali centri dello sterminio degli ebrei europei.
Nel complesso di Auschwitz furono uccise almeno 1,1 milioni di persone, in larga parte ebrei. Tra le vittime vi furono anche decine di migliaia di polacchi, rom, prigionieri di guerra sovietici e deportati di numerose altre nazionalità.
Nel 1947 l'area è stata trasformata in museo-memoriale per conservare la memoria delle vittime dei crimini nazisti. Dal 1979 il sito è inserito nella lista del Patrimonio mondiale dell'UNESCO ed è l'unico ex campo di concentramento presente nell'elenco.
L'episodio conferma la linea di assoluta fermezza adottata dalle autorità polacche nei confronti di qualsiasi gesto che possa essere interpretato come apologia del nazismo o mancanza di rispetto verso uno dei luoghi più simbolici della memoria dell'Olocausto.