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Nuove norme antiriciclaggio: Ue limita pagamenti in contanti, per grandi acquisti serve documento

L'Ue limita i pagamenti in contanti
L'Ue limita i pagamenti in contanti Diritti d'autore  (fot. yarm_sasha - stock.adobe.com)
Diritti d'autore (fot. yarm_sasha - stock.adobe.com)
Di Berenika Sorokowska
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Dal 10 luglio 2027 in tutta l’Ue entreranno in vigore le nuove norme AMLR contro il riciclaggio. Per transazioni oltre certe soglie i clienti dovranno fornire i dati e i venditori verificare l’identità degli acquirenti

Fino a poco tempo fa bastava tirare fuori un mazzetto di banconote e pagare un'auto, un orologio di lusso o gioielli costosi. Presto queste transazioni si svolgeranno in modo diverso. L'Unione europea ha approvato norme che introdurranno un limite comune ai pagamenti in contanti e ridurranno la possibilità di regolare importi elevati in modo anonimo.

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Le nuove regole rientrano nella riforma della normativa sul contrasto al riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo. L'obiettivo è semplice: rendere più difficile usare il contante per nascondere l'origine dei fondi e rendere più ermetico il sistema finanziario in tutta l'Unione europea.

Dal 2027 limite al contante in tutta l'Ue

La novità principale entrerà in vigore il 10 luglio 2027. Da quella data in tutta l'Unione europea il valore massimo di una transazione commerciale in contanti sarà di 10 mila euro o dell'equivalente in valuta locale. Superata questa soglia, l'esercente non potrà accettare il pagamento in contanti.

Il cliente dovrà usare una forma di pagamento che consenta l'identificazione delle parti della transazione, ad esempio un bonifico bancario o una carta di pagamento.

Inoltre le nuove norme AMLR prevedono l'obbligo di applicare le procedure di Customer Due Diligence (CDD) per le transazioni occasionali di valore almeno pari a 10mila euro. In pratica significa verificare l'identità del cliente (ad esempio tramite PESEL, NIP o IBAN) e raccogliere i dati richiesti dalla normativa antiriciclaggio. L'ampiezza delle informazioni richieste dipenderà dalla natura dell'operazione e dalla valutazione del rischio.

In concreto, l'acquisto in contanti di un'auto, di un orologio costoso, di gioielli o di altri beni di valore potrà risultare impossibile se il valore dell'operazione supera il limite fissato dall'Unione.

L'ampiezza delle informazioni richieste dipenderà dalla natura dell'operazione e dalla valutazione del rischio
L'ampiezza delle informazioni richieste dipenderà dalla natura dell'operazione e dalla valutazione del rischio (fot. daily_creativity - stock.adobe.com)

Gli Stati membri dell'Ue potranno inasprire i limiti ai pagamenti in contanti

Il tetto si applicherà in tutti gli Stati membri. Le norme europee fissano però solo una soglia massima, non un livello minimo di libertà. Ciò significa che i singoli Paesi potranno introdurre limiti ai pagamenti in contanti ancora più bassi, se lo riterranno necessario.

Per le imprese le nuove regole significano la necessità di maggiore prudenza nell'accettare importi elevati in contanti. Per i clienti è la fine della piena libertà di saldare i maggiori acquisti in banconote.

Il contante non scompare dalla circolazione

Le nuove norme non comportano l'abolizione del contante né il divieto di usarlo nelle spese quotidiane. Si potrà continuare a impiegarlo per gli acquisti di tutti i giorni, prelevare denaro dai bancomat o pagare importi più contenuti.

Le modifiche riguardano soprattutto le grandi transazioni commerciali che, secondo le istituzioni europee, sono particolarmente esposte al rischio di essere usate per il riciclaggio di denaro. Bruxelles punta così a uniformare le norme in tutta l'Ue e a chiudere le scappatoie che permettevano di aggirare le regolamentazioni più severe in alcuni Paesi.

L'introduzione del tetto comporta anche una maggiore trasparenza per gli acquisti di importo elevato. Le operazioni superiori a 10mila euro dovranno essere effettuate in modo da lasciare una traccia nel sistema finanziario.

I sostenitori della riforma sottolineano che si tratta di uno strumento per combattere l'economia sommersa, il riciclaggio di denaro e il finanziamento di attività criminali. I critici, invece, denunciano la progressiva riduzione dell'anonimato finanziario e un controllo sempre più capillare sulle transazioni legali dei cittadini.

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