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Mercosur: in che modo l'Europa e il Sud America stanno approfondendo i loro legami economici?

Le relazioni commerciali tra l'Unione europea e il Mercosur collegano oltre 700 milioni di consumatori in Europa e in Sud America.
Le relazioni commerciali tra l'Unione europea e il Mercosur collegano oltre 700 milioni di consumatori in Europa e in Sud America. Diritti d'autore  Euronews
Diritti d'autore Euronews
Di Inês Trindade Pereira & Damaso Jaivenois
Pubblicato il
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L'accordo di libero scambio Ue-Mercosur è entrato in vigore provvisoriamente a maggio e si prevede che le esportazioni dell'Ue verso la regione del Mercosur aumenteranno del 39% entro il 2040

Dopo oltre venticinque anni di negoziati, l’accordo commerciale tra Unione europea e Mercosur è entrato in vigore provvisoriamente all’inizio di maggio, aprendo una nuova fase nei rapporti economici tra Europa e Sud America.

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L’intesa coinvolge un mercato complessivo di oltre 700 milioni di consumatori e punta a rafforzare gli scambi commerciali tra l’Ue e il blocco sudamericano formato da Argentina, Bolivia, Brasile, Paraguay e Uruguay.

Nel 2024 il commercio di beni tra le due aree ha superato i 111 miliardi di euro, con 55,2 miliardi di esportazioni europee verso il Mercosur e 56 miliardi di importazioni. Oltre l’80 per cento degli scambi commerciali è avvenuto con il Brasile, principale partner economico dell’Ue nella regione.

I dati mostrano una crescita significativa dell’interscambio nell’ultimo decennio. Tra il 2014 e il 2024 il commercio di beni tra Ue e Mercosur è aumentato di oltre il 36 per cento, con importazioni cresciute di oltre il 50 per cento ed esportazioni salite del 25 per cento.

L’Unione europea esporta principalmente macchinari, elettrodomestici, prodotti chimici, farmaceutici e mezzi di trasporto, mentre dal Mercosur arrivano soprattutto prodotti agricoli, minerali, pasta di legno e carta.

L’accordo di libero scambio punta ora a ridurre le tariffe doganali sudamericane su numerosi prodotti europei, tra cui automobili, vini, medicinali, abbigliamento e alimenti. In cambio, l’Ue aprirà ulteriormente il proprio mercato alle esportazioni agricole provenienti dal Sud America.

Bruxelles ha tuttavia fissato limiti precisi per alcuni prodotti considerati sensibili, come carne bovina, carne suina, etanolo, miele e zucchero. L’intesa prevede, ad esempio, che circa 99mila tonnellate di carne bovina possano entrare annualmente nell’Ue con una tariffa ridotta del 7,5 per cento, mentre 180mila tonnellate di pollame potranno essere importate a dazio zero.

Le quote saranno introdotte gradualmente nell’arco di cinque o sei anni.

Secondo le stime europee, entro il 2040 l’accordo commerciale potrebbe generare un incremento del Pil dell’Ue pari a 77,6 miliardi di euro.

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha definito l’accordo un passo strategico per rafforzare i rapporti economici e geopolitici tra le due regioni, sottolineando che l’applicazione provvisoria consentirà di mostrare rapidamente “i benefici tangibili dell’intesa”.

Nonostante le prospettive economiche positive, l’accordo continua però a dividere governi, associazioni ambientaliste e organizzazioni agricole europee.

Francia e Irlanda, insieme a diversi gruppi ecologisti, hanno espresso forti timori per il possibile aumento della deforestazione in Amazzonia e per il rischio che l’espansione agricola sudamericana possa aggravare il degrado ambientale.

Molti agricoltori europei temono inoltre di subire la concorrenza di prodotti agricoli sudamericani a prezzi più bassi, con possibili ripercussioni sui redditi delle aziende agricole europee.

Al centro delle critiche ci sono soprattutto le quote di importazione della carne bovina, considerate da alcuni eurodeputati potenzialmente favorevoli ai grandi produttori del Mercosur, che potrebbero concentrare gran parte dell’accesso al mercato europeo.

Per cercare di rispondere alle preoccupazioni degli Stati membri e del settore agricolo, l’implementazione prevista per il 2026 includerà un “meccanismo di salvaguardia provvisorio”.

Lo strumento consentirà all’Ue di sospendere temporaneamente le importazioni qualora queste provochino gravi danni alle industrie locali o squilibri significativi sul mercato interno.

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