I risultati di domenica 22 marzo erano considerati un test sugli equilibri politici preliminari in Francia in vista delle grandi sfide elettorali del 2027, con le elezioni presidenziali e parlamentari del dopo-Macron
Domenica il ballottaggio delle comunali in Francia ha dato un verdetto contrastante per le principali forze politiche del Paese: la sinistra ha conquistato Parigi con il socialista Emmanuel Grégoire, l'estrema destra e i suoi alleati hanno ottenuto un'importante vittoria simbolica a Nizza, mentre i partiti tradizionali hanno evidenziato una tenuta in diverse città di medie e grandi dimensioni in vista della corsa alle presidenziali del 2027.
Le elezioni comunali in Francia hanno una valenza di carattere istituzionale locale, tuttavia sono tradizionalmente considerate come un test per l'organizzazione dei partiti, la costruzione di alleanze e gli umori politici ed emotivi dell'elettorale in vista delle grandi sfide elettorali di carattere nazionale.
Nella capitale, il socialista Emmanuel Grégoire ha sconfitto la rivale di centro-destra Rachida Dati, mantenendo l'amministrazione comunale parigina sotto il controllo del centro-sinistra.
Anne Hidalgo, sindaco socialista uscente, non si è presentata alla corsa elettorale per il nuovo mandato.
Il risultato suggella un quarto di secolo di governo socialista sulla capitale e restituisce un po' di ottimismo al Ps dopo anni di sconfitte.
La sinistra francese celebra vittorie in altri grandi agglomerati dell'Esagono. A Marsiglia, il sindaco socialista in carica Benoît Payan è stato rieletto dopo che l'estrema destra aveva sperato di conquistare la seconda città più grande della Francia.
A Lione, invece, il sindaco verde Grégory Doucet l'ha spuntata dopo una campagna elettorale estenuante contro il suo rivale di centro-destra.
I Verdi avanzano nell'antica capitale delle Gallie anche grazie al sostegno politico in extremis del partito di sinistra radicale La France Insoumise.
I socialisti celebrano una vittoria incoraggiante
I socialisti ottengono buoni risultati e danno l'impressione di una più ampia ripresa della sinistra tradizionale.
Per l'estrema destra, il quadro analitico è più complesso. Il leader del Rassemblement National, Jordan Bardella parla della "più grande avanzata a livello locale del partito" che conferma la sua forza nella città meridionale di Perpignan e conquista nuovi comuni minori.
Ma il Rassemblement National perde in molti grandi centri urbani che sperava di conquistare, in particolare Marsiglia, Tolone e Nîmes.
L'eccezione è stata Nizza, dove Éric Ciotti - un tempo figura di spicco del centro-destra, e ora alleato del Rn - diventa sindaco, consegnando di fatto all'estrema destra e ai suoi partner il controllo della quinta città più grande della Francia.
Le elezioni hanno confermato inoltrela deliquescenza elettorale del centro-destra e del campo del presidente Emmanuel Macron.
Ormai l'elettorato liberal-conservatore dovrà puntare sull'ex primo ministro Édouard Philippe, rieletto a Le Havre
Philippe si conferma un potenziale candidato, capace di aggregare i voti moderati, per le elezioni presdenziali 2027.
Il movimento dell'attattuale presidente Macron strappa una vittoria simbolica a Bordeaux, dove il candidato di Renaissance Thomas Cazenave ha sconfitto il sindaco uscente dei Verdi Pierre Hurmic.
Tuttavia, la sconfitta dell'ex premier dimissionario di Macron, François Bayrou, a Pau, nel sud-ovest, è considerata un serio indizio di fragilità dell'ampia coalizione di riferimento dell'attuale presidente.
L'affluenza alle urne rimane un problema. Secondo il Ministero degli Interni, la partecipazione nella Francia continentale si è attestata al 48,1% alle ore 17.00, più alta rispetto alle elezioni del 2020, ai tempi del Covid. Ciononostante, l'affluenza alle urne rimane al di sotto dei livelli pre-pandemia.