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Sanità cambia le condizioni dei medici specializzandi nella riforma dello statuto quadro

Mónica García durante un evento sull'approvazione della legge sull'eutanasia
Mónica García durante un evento sull’approvazione della legge sull’eutanasia Diritti d'autore  AP
Diritti d'autore AP
Di Javier Iniguez De Onzono
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Il disegno di legge preliminare, molto criticato dal settore e ancora in attesa dell’approvazione del Congresso, introduce lievi miglioramenti per le condizioni degli specializzandi. L’Associazione MIR España (AME) riconosce i progressi ma giudica le misure insufficienti.

Il Ministero della Sanità ha aggiunto un ulteriore tassello alla riforma dello Statuto quadro del personale sanitario (che ha provocato scioperi in tutto il Paese e critiche da entrambe le parti dello spettro ideologico all'interno del settore), questa volta incentrato sulle condizioni dei MIR, i medici in formazione specialistica.

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Secondo l'annuncio della ministra García, prossima candidata alla Comunità di Madrid per Más Madrid, il ministero intende ridurre le attuali guardie di 24 ore dei MIR e di altri specialisti a un massimo di 17 ore, senza che possano effettuare più di quattro guardie al mese (massimo 68 ore mensili) né un turno ordinario dopo la guardia; fissare un orario ordinario di 35 ore settimanali; migliorare le indennità salariali (in modo progressivo in base agli anni di esperienza) e fare in modo che conoscano le loro rotazioni con due mesi di anticipo.

Su quest'ultimo punto, avvertono fonti mediche, sarà difficile rispettare l'impegno, perché in alcuni servizi non sono molti i medici che conoscono i propri turni con tanto anticipo. Se la misura andasse avanti, insistono, cambierebbe completamente il funzionamento quotidiano dei grandi ospedali, che al momento dipendono dal sovrautilizzo e dallo sfruttamento dei MIR, e creerebbe condizioni molto diverse tra i professionisti più esperti e i medici in formazione.

Il ministero prevede che tra un turno e l'altro debbano intercorrere almeno 12 ore consecutive, per poi precisare che, se il servizio lo richiede, questa condizione potrà non verificarsi. Il professionista dovrà essere compensato «entro un massimo di 14 giorni».

Proprio queste «esigenze» di servizio, già previste nell'attuale Statuto quadro e che si intendono approvare con il nuovo disegno di legge, sono ciò che preoccupa i professionisti, poiché molte delle condizioni lavorative che dovrebbero avere garantite vengono disattese con la giustificazione che la direzione richiede la loro presenza.

Lo si può verificare allo stesso articolo 97 del disegno di legge, che stabilisce che, se non si può garantire un'adeguata assistenza continuata e «sempre che esistano ragioni organizzative o assistenziali che lo giustifichino, si potrà superare la durata massima» della giornata lavorativa.

I professionisti rivendicano diverse misure che non vedono incluse nella riforma di García, medico anestesista e appartenente alla componente minoritaria del governo per Sumar. Tra queste, che le ore di guardia valgano ai fini della contribuzione previdenziale e che sia previsto un'indennità di lavoro notturno o giorni di riposo dopo diversi turni consecutivi, come avviene in contratti collettivi come quello della Policía Nacional.

Chiedono anche la creazione di una categoria professionale specifica per i medici, un orario massimo di 35 ore settimanali (come quello che García ora promette per i MIR) e che qualsiasi lavoro eccedente sia considerato volontario e retribuito. Inoltre sollecitano l'introduzione di un sistema di pensionamento anticipato volontario, totale o parziale, e il divieto di mobilità forzata.

L'Associazione MIR España (AME) ritiene che i nuovi turni di guardia e di riposo e i miglioramenti retributivi proposti dal ministero della Sanità rappresentino «un passo avanti», ma siano «insufficienti» perché non metteranno fine alla loro precarietà.

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