Newsletter Newsletters Events Eventi Podcasts Video Africanews
Loader
Seguiteci
Pubblicità

Le agenzie dell'Ue cercano di combattere l'epatite virale nelle carceri europee

Le agenzie dell'UE pubblicano nuove linee guida contro l'epatite virale nelle carceri europee.
Le agenzie dell'UE pubblicano nuove linee guida contro l'epatite virale nelle carceri europee. Diritti d'autore  ASSOCIATED PRESS
Diritti d'autore ASSOCIATED PRESS
Di Marta Iraola Iribarren
Pubblicato il
Condividi Commenti
Condividi Close Button

Le agenzie dell'Ue hanno lanciato un kit di strumenti per combattere l'epatite B e C nelle carceri, affrontando la trasmissione legata alle droghe

Le agenzie dell'Unione europea per la prevenzione delle malattie e delle droghe hanno lanciato insieme un kit di strumenti per sostenere gli sforzi per eliminare l'epatite virale nelle carceri europee.

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ

L'iniziativa del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie e dell'Agenzia europea per le droghe sostiene l'obiettivo dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) di eliminare l'epatite virale come minaccia per la salute pubblica entro il 2030.

Pubblicata in vista della giornata della Giustizia dei detenuti (10 agosto), la guida mira a sostenere la prevenzione e la cura dell'epatite B e C nelle carceri di tutta Europa. È destinata principalmente ai professionisti che lavorano nei servizi sanitari carcerari e fornisce informazioni su come impostare gli interventi per prevenire e controllare l'epatite virale in questi ambienti.

Alto rischio di infezione da epatite B e C nelle prigioni europee

Secondo la Commissione europea, nel 2023 il numero di detenuti nell'Ue era di circa 499mila, pari a 111 detenuti ogni 100mila abitanti, con un aumento del 3,2 per cento rispetto al 2022.

Nell'Ue la prevalenza dell'epatite B e C è più alta tra alcune popolazioni, tra cui i migranti, le persone che si iniettano droghe, gli uomini che hanno rapporti sessuali con altri uomini, i lavoratori del sesso e le persone in carcere.

Secondo le agenzie, le carceri sono un ambiente ad alto rischio per la trasmissione dell'epatite B e C, poiché la popolazione carceraria e le persone che si iniettano droghe spesso si sovrappongono. "L'incarcerazione e l'uso di droghe sono quindi interconnessi e comportano un aumento del rischio di infezione da malattie trasmissibili", si legge nel toolkit.

La scarsità di accesso a strumenti puliti per l'iniezione nella maggior parte delle carceri aumenta ulteriormente il rischio, non solo per l'uso di droghe ma anche per i tatuaggi e i piercing sul corpo.

L'epatite B e l'epatite C sono le principali cause di cirrosi, cancro al fegato, trapianto di fegato e decessi correlati al fegato.

Quasi venti milioni le persone in Europa affette da epatite B o C

L'Oms stima che 10,6 milioni di persone in Europa siano affette da epatite B cronica e 8,6 milioni da epatite C cronica, la maggior parte delle quali non è stata diagnosticata.

Entrambe le agenzie sottolineano le sfide uniche che si presentano nell'affrontare questo problema nel contesto carcerario, tra cui risorse insufficienti, mancanza di formazione e sistemi di sorveglianza e monitoraggio della salute pubblica poco sviluppati, tutti fattori che possono ostacolare l'attuazione delle raccomandazioni.

Inoltre, sottolineano la necessità di affrontare queste infezioni non solo per migliorare i risultati di salute individuali dei detenuti, ma anche per ridurre la trasmissione all'interno delle carceri e nella comunità più ampia al momento del rilascio.

Vai alle scorciatoie di accessibilità
Condividi Commenti

Notizie correlate

Belgio, violenza nelle carceri sovraffollate: "Sono stato vittima di quattro tentativi di omicidio"

Crollano i fondi per la salute globale: nel 2025 aiuti ai minimi storici

Le malattie trasmesse dalle zanzare sono un problema crescente in Europa: come evitarle?