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Lampadari all'aperto e camera del pensiero: le mostre da vedere oltre la Biennale di Venezia

"Torre blu e verde", Dale Chihuly, 2025
"Torre blu e verde", Dale Chihuly, 2025 Diritti d'autore  FP NetSuite
Diritti d'autore FP NetSuite
Di Rebecca Ann Hughes
Pubblicato il
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Alcune mostre sono già considerate tra gli eventi d'arte più attesi dell'anno.

Alla 61ª edizione della Biennale di Venezia artisti da tutto il mondo trasformeranno non solo i padiglioni dei Giardini e dell’Arsenale, ma anche la città stessa, dai palazzi nobiliari ai canali.

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Queste mostre collaterali sono vivaci e diversissime, e sono molto più che semplici appendici della rassegna principale. Alcune sono già considerate tra gli eventi d’arte più attesi dell’anno; tutte contribuiscono a trasformare Venezia nel suo insieme in una grande tela per l’arte contemporanea.

Di fronte alla profusione di appuntamenti collaterali, serve un piano d’attacco. Ecco la nostra selezione di cosa vedere oltre la Biennale.

Dall’India a Venezia

Andate a Palazzo Barbaro, residenza patrizia del XV secolo nel sestiere di San Marco, per immergervi in un mondo esoterico di arte spirituale indiana. Il pichwai è una complessa tradizione tessile secolare, in passato visibile solo per un attimo dietro alle statue di Shrinathji, un’incarnazione fanciullesca del dio Krishna. Il nome dell’arte deriva dal sanscrito e significa letteralmente «ciò che è appeso sul fondo».

Nate nel XVII secolo a Nathdwara, nel Rajasthan, queste grandi tele dipinte erano concepite come atti di devozione, fitte di dettagli simbolici e narrativi. I pichwai rappresentano rituali del tempio, cicli stagionali e geografie sacre attraverso composizioni complesse.

Haveli di Shrinathji, Nathdwara
Haveli di Shrinathji, Nathdwara Atelier Pichvai and Beyond

Oggi, sotto la guida della mecenate Pooja Singhal, la forma viene attentamente riportata in vita per un pubblico contemporaneo: il suo atelier, fondato dieci anni fa, recupera i materiali, forma di nuovo gli artigiani e amplia con delicatezza il linguaggio di questo mestiere.

A Palazzo Barbaro saranno esposte dieci opere di grande formato che rileggono un genere vecchio di 400 anni. Se un tempo queste opere raffiguravano gli haveli (case a corte) di Shrinathji e la città di Nathdwara, qui sono reinventate attraverso la città di Venezia.

La mostra curata da Singhal rinnova il ruolo storico di Venezia come punto d’incontro tra l’India e l’Occidente, porta sotto i riflettori internazionali un patrimonio tessile fragile ma vitale e al tempo stesso sostiene i maestri artigiani che lo tramandano.

CHIHULY: Venice 2026

A trent’anni dal grande progetto che portò le sue installazioni di vetro lungo i canali di Venezia, l’artista statunitense Dale Chihuly torna in città.

«Gold Tower», Dale Chihuly, 2025
«Gold Tower», Dale Chihuly, 2025 FP NetSuite

Presentata dalla Pilchuck Glass School e dai Frederik Meijer Gardens & Sculpture Park, CHIHULY: Venice 2026 proporrà tre spettacolari nuovi lampadari all’aperto installati lungo il Canal Grande, affiancati da un centro espositivo e archivistico ospitato all’Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti.

Le tre opere monumentali all’aperto, alte da quasi 5 fino a 9,5 metri, saranno collocate nei giardini dei palazzi e saranno tutte visibili dal ponte dell’Accademia. Le loro torri tentacolari ricordano gigantesche piante acquatiche in oro cangiante e blu marino. Vale la pena tornare di notte, quando si accendono e sembrano organismi bioluminescenti.

Of Woman Born

Su commissione del Kiran Nadar Museum of Art (KNMA), la vincitrice del Premio Kyoto Nalini Malani ha trasformato i Magazzini del Sale lungo le Zattere, nel sestiere di Dorsoduro, in una «camera di riflessione» in continuo mutamento dedicata alle donne, al mito e ai conflitti globali.

La mostra si ispira al mito greco di Oreste, che uccise la madre e il suo amante per vendicare l’assassinio del padre. Per questo fu perseguitato dalle Erinni, ma la dea Atena lo sottrasse alla punizione.

Immagini dell’installazione - Nalini Malani, Of Woman Born, 2026 Camera di animazioni iPad a 9 canali, suono, dimensioni variabili Collezione - Kiran Nadar Museum of Art
Immagini dell’installazione - Nalini Malani, Of Woman Born, 2026 Camera di animazioni iPad a 9 canali, suono, dimensioni variabili Collezione - Kiran Nadar Museum of Art Nalini Malani

Malani riflette su questo mito e sulla sua risonanza nelle guerre di oggi, in cui la responsabilità è un’eccezione e le donne continuano a subire il peso della violenza patriarcale. Traduce il racconto antico in 67 animazioni, con oltre 30.000 disegni realizzati su iPad e proiettati sulle pareti.

I disegni e il paesaggio sonoro di voci femminili, lungo 20 minuti, creano un ambiente stratificato, viscerale e in costante trasformazione, in cui gli spettatori sono invitati a evocare proprie narrazioni a partire dalle immagini sovrapposte.

Jenny Saville a Ca’ Pesaro

Alla Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro è in programma una grande mostra dedicata all’artista britannica Jenny Saville.

È la prima grande retrospettiva di Saville a Venezia e riunisce dipinti che ripercorrono la sua carriera dagli anni Novanta a oggi, inclusi molti lavori fondamentali degli ultimi decenni.

Jenny Saville, Hyphen, 1999 Olio su tela 108 x 144 pollici (274,3 x 365,8 cm)
Jenny Saville, Hyphen, 1999 Olio su tela 108 x 144 pollici (274,3 x 365,8 cm) Jenny Saville. All rights reserved, DACS 2026 Courtesy Gagosian

La ricerca di Saville affonda le radici nella storia della pittura italiana, con un forte legame con la scuola veneziana. A Ca’ Pesaro le sue tele monumentali si confrontano con i grandi maestri del passato, creando un dialogo tra la pittura contemporanea e il patrimonio artistico della città.

L’ultima sala della mostra presenta un ciclo inedito di opere realizzate dall’artista in omaggio alla città di Venezia.

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