«United by Music»? «Un’Eurovision senza Israele significherebbe difendere gli ideali che questo evento proclama», si legge in una nota degli organizzatori della protesta.
Continua la contestazione contro l’Eurovision di quest’anno.
Ieri i manifestanti si sono radunati davanti alla sede dell’emittente pubblica serba RTS per chiedere che il Paese balcanico si ritiri dall’edizione di quest’anno dell’Eurovision Song Contest, in protesta contro la partecipazione di Israele.
I manifestanti, nel centro di Belgrado, sventolavano bandiere palestinesi e accusavano Israele di genocidio. Hanno chiesto alla RTS di non trasmettere il concorso e invitato i serbi a boicottare l’evento non guardandolo, nonostante il Paese sia rappresentato dall’ottima band metal Lavina.
«Un’Eurovision senza Israele significherebbe difendere gli ideali che questo evento proclama», si legge in un comunicato degli organizzatori della protesta.
Gli organizzatori dell’Eurovision hanno deciso a dicembre di permettere a Israele di partecipare, decisione che ha portato Slovenia, Spagna, Paesi Bassi, Islanda e Irlanda a ritirarsi.
La spagnola RTVE non trasmetterà l’Eurovision, per la prima volta dal 1961. L’emittente pubblica irlandese RTÉ ha annunciato lo scorso dicembre che non avrebbe né trasmesso né preso parte all’evento. E la televisione nazionale slovena RTV Slovenia ha confermato la settimana scorsa che non manderà in onda il concorso di quest’anno, scegliendo invece di programmare una serie di film sulla Palestina.
«Non trasmetteremo l’Eurovision Song Contest», ha dichiarato all’AP la direttrice di RTV Slovenia, Ksenija Horvat. «Manderemo in onda la rassegna cinematografica “Voices of Palestine”, con documentari e film palestinesi».
Paesi Bassi e Islanda trasmetteranno l’Eurovision sulle rispettive emittenti pubbliche, NPO e RÚV.
Il concorso di quest’anno, che segna il 70º anniversario dell’Eurovision, vedrà in gara 35 Paesi ed è in programma a Vienna dal 12 al 16 maggio. Nonostante lo slogan «United by Music», l’edizione 2026 è senza dubbio la più controversa di sempre. L’evento è accusato di ipocrisia per aver permesso la partecipazione di Israele, mentre la Russia è esclusa dall’Eurovision dal 2022, dopo l’invasione su larga scala dell’Ucraina.
Migliaia di artisti, tra cui Massive Attack, Kneecap, Mogwai, Brian Eno, Sigur Rós e Nadine Shah, hanno recentemente firmato una lettera aperta che invita i fan a boicottare l’evento.
«In quanto musicisti e lavoratori della cultura, molti dei quali vivono nell’orbita dell’[EBU], rifiutiamo che l’Eurovision venga usato per ripulire l’immagine e normalizzare il genocidio, l’assedio e la brutale occupazione militare di Israele contro i palestinesi», si legge nella lettera, organizzata dal collettivo No Music for Genocide e dal movimento BDS.
«Siamo solidali con gli appelli palestinesi rivolti a emittenti pubbliche, artisti, organizzatori di eventi, addetti ai lavori e fan perché boicottino l’Eurovision finché l’EBU non bandirà l’emittente israeliana KAN, ritenuta complice».
Israele ha sempre respinto le accuse di genocidio a Gaza. Tuttavia, a settembre 2025, un’inchiesta delle Nazioni Unite ha concluso che Israele sta commettendo un genocidio.
L’Eurovision è il più grande evento musicale al mondo: lo scorso anno ha attirato 166 milioni di telespettatori. La 70ª edizione, in programma a Vienna, in Austria, si concluderà con la finale del 16 maggio 2026.