A solo una settimana dall’annuncio di due concerti a San Pietroburgo, i live di Kanye West sembrano cancellati: la sala dice che non lo ospiterà e si parla di pressioni da Mosca per far saltare gli spettacoli.
Kanye ‘Ye’ West si apprestava a diventare il più grande artista occidentale a esibirsi in Russia da quando il Paese ha invaso l'Ucraina nel 2022.
Il controverso rapper statunitense, finito soprattutto sulle prime pagine per le sue esternazioni antisemite e per i concerti europei cancellati, avrebbe dovuto esibirsi il 10 e l'11 ottobre alla Gazprom Arena di San Pietroburgo.
I fan russi si sono affrettati a comprare i biglietti dopo l'annuncio degli show e i concerti erano praticamente esauriti.
Ora, con un nuovo colpo di scena, la Gazprom Arena ha fatto sapere che non ospiterà il rapper, perché non è stato firmato alcun contratto di affitto.
In un comunicato sui social media (fonte in inglese), la struttura ha dichiarato: "Gazprom Arena non è stata e non è l'organizzatrice di questo evento".
"Se ne è occupata l'agenzia concertistica moscovita Say Agency. Gazprom Arena non ha firmato alcun accordo per l'affitto dello stadio per l'evento".
La nota aggiungeva: "Un tale accordo non esiste. Di conseguenza, il concerto non può svolgersi nella nostra struttura".
In precedenza, la Gazprom Arena aveva pubblicato post sui social a proposito dei concerti, definendo Ye "l'artista musicale più influente della nostra epoca".
Il promoter Say Agency contesta la versione della struttura, sostenendo che la Gazprom Arena aveva approvato l'annuncio. La società insiste che i concerti si terranno comunque.
Al momento della stesura di questo articolo, le date dei concerti di Ye sono state rimosse dal sito della struttura e si moltiplicano le ipotesi che la decisione sia arrivata dopo pressioni da Mosca.
Non ci sono indicazioni ufficiali di un intervento delle autorità. Tuttavia il sito di San Pietroburgo Fontanka ha riferito che i concerti non avevano ottenuto tutte le autorizzazioni necessarie e sarebbero stati annullati dopo quella che la testata definisce una "chiamata dall'alto" da Mosca.
La vicenda arriva dopo le proteste per l'ingaggio di West da parte di alcuni politici russi, intenzionati a liberare il Paese da qualsiasi influenza occidentale. Tra questi il parlamentare conservatore russo Vitaly Milonov, che ha diffuso un videomessaggio in cui suggerisce che West dovrebbe eseguire canzoni tradizionali russe al posto della scaletta prevista.
"Forse dopo di allora smetterà le sue disgustose provocazioni e diventerà una persona normale", ha dichiarato.
Per il momento regna la confusione su un'eventuale conferma delle date di ottobre.
Le dichiarazioni antisemite di West sono iniziate nel 2022, quando ha pubblicato sui social una serie di commenti offensivi che hanno portato alla sua espulsione sia da X che da Instagram. Il musicista è stato scaricato dalla sua agenzia di rappresentanza e marchi di moda come Adidas e Balenciaga hanno a loro volta preso le distanze da West.
West è poi arrivato a pubblicare una foto di abiti del KKK, a ritirare le sue precedenti scuse alla comunità ebraica, a dichiararsi "un nazista" e ad affermare di avere "dominio su sua moglie".
Nel febbraio 2025 West ha iniziato a vendere magliette con la svastica e, a maggio, ha pubblicato una canzone intitolata 'Heil Hitler', che lodava il leader nazista. Questo ha portato alla sua revoca del visto per entrare in Australia e alla minaccia di arresto immediato in Brasile.
West si è poi scusato per le sue azioni e all'inizio di quest'anno ha acquistato una pagina intera sul Wall Street Journal. In quell'occasione ha affrontato le sue passate dichiarazioni antisemite, parlando di "un episodio maniacale durato quattro mesi, fatto di comportamenti psicotici, paranoici e impulsivi" e dicendo di avere "perso il contatto con la realtà".
Molti però hanno messo in dubbio il tempismo delle sue scuse, dato che è coinciso con l'uscita del nuovo album 'Bully' e con l'inizio del suo tour mondiale.