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Toy Story 5, il film della settimana di Euronews Culture: hai un amico nella tecnologia?

Film della settimana: Toy Story 5
Il film della settimana: Toy Story 5 Diritti d'autore  Pixar - Disney
Diritti d'autore Pixar - Disney
Di David Mouriquand
Pubblicato il
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I giocattoli affrontano una nuova crisi esistenziale: la tecnologia. Tempestivo com’è, il quinto capitolo riuscirà a ritrovare la magia assente in «Toy Story 4»?

Nessuna saga cinematografica ha mai avuto un buon quinto capitolo.

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Anzi, il quinto capitolo segna spesso la fine di una serie.

Basta guardare gli esempi, senza contare reboot o prequel: Dirty Harry ha dato il suo poco dignitoso addio con The Dead Pool; Die Hard si è chiusa con il disastroso A Good Day To Die Hard; Ghostbusters: Frozen Empire ha rappresentato il punto più basso della saga (e si spera il suo canto del cigno); la serie dei Pirati dei Caraibi è andata in picchiata dopo il primo film ed è crollata con Dead Men Tell No Tales; Harrison Ford meritava un addio migliore di Indiana Jones and the Dial of Destiny; e chiunque abbia pensato che la trilogia perfetta di Jason Bourne avesse bisogno di due sequel, chiusa con il traballante Jason Bourne, meriterebbe di restare in galera cinematografica.

A proposito di trilogie perfette, Pixar c'è riuscita nel 2010 con Toy Story 3, conclusione impeccabile della serie di punta che nel 1995 aveva lanciato la divisione cinematografica dello studio di animazione. Era avvincente, sfumata, e regalava al pubblico il miglior villain sullo schermo dai tempi di Hannibal Lecter: il carismatico, tormentato e genocida orsacchiotto Lots-O'-Huggin’ dell’asilo Sunnyside. E aveva un finale così potente dal punto di vista emotivo che chiunque uscisse dal cinema senza una lacrima poteva essere tranquillamente portato in una stanza in penombra per fallire il test di Voight-Kampff.

Senza rendersi conto del traguardo raggiunto, nove anni dopo, con i dollari negli occhi, Pixar ha sfornato un quarto capitolo, un pseudo-epilogo con un giocattolo incline al suicidio e alcuni momenti apertamente horror. Pur essendo coraggioso come racconto sulla crescita personale e sull'accettazione delle molte fini della vita, aveva comunque un'aura di ridondanza e non era all’altezza dei primi tre film.

Un altro sequel era però inevitabile: Toy Story 4 ha incassato oltre 1 miliardo di dollari nel mondo... E con il cuore pesante, ma non sorpreso, bisogna ammettere che Toy Story 5 conferma la regola del quinto capitolo.

Questo non significa che sia un brutto film. È sicuramente migliore del precedente e contiene alcuni dei tratti distintivi della saga. Sembra però un esercizio un po' sgonfio di riciclo: quante volte si può dire addio ai nostri giocattoli preferiti prima che tutto suoni come un’imboscata emotiva imposta dallo studio?

Toy Story 5
Toy Story 5 Pixar - Disney

Toy Story 5 riporta la serie a casa di Bonnie. Jessie la cowgirl (Joan Cusack) è ora sceriffa e guida i giocattoli mentre affrontano una nuova crisi esistenziale: la tecnologia.

Incapace di farsi amici, perché i bambini ormai non giocano più con i giocattoli, la solitaria Bonnie diventa in fretta una "iPad kid" quando i genitori cedono e le comprano un tablet chiamato Lilypad (Greta Lee).

Dipendente dallo schermo e ormai distante dalla vera gioia del "giocare", Bonnie trascura i suoi giocattoli, che si allarmano per l'invasore tecnologico. Jessie elabora un piano per salvare la bambina, ma finisce per separarsi dagli altri e deve affrontare i suoi traumi irrisolti. Tocca a Woody (Tom Hanks), Buzz (Tim Allen) e al resto della banda andare a salvarla.

Scritto insieme a Kenna Harris e diretto da Andrew Stanton, Toy Story 5 ha il vantaggio di essere estremamente attuale. Affronta la dipendenza dagli schermi, l’isolamento sociale e i legami superficiali creati in un’epoca che si definisce "interconnessa". A confermarne l'attualità c'è il fatto che sempre più Paesi stanno valutando un divieto dei social media per gli under 16 – tra cui, da ultimo, il Regno Unito.

Meritoriamente, la sceneggiatura non relega Lilypad nella categoria del male assoluto e evita così la facile dicotomia "tecnologia = cattiva" e "vecchio stile = buono", lasciando spazio a più sfumature sull’evoluzione dei rapporti umani. Detto questo, il racconto approda a una conclusione deludentemente blanda, come se Harris e Stanton avessero perso il coraggio e deciso che la loro storia sulla tecnologia invasiva e potenzialmente dannosa funzionasse meglio come blando avvertimento, più che come vero monito.

A fare da contrappeso a questo elemento deludente, così come a una prima metà visibilmente più debole e popolata da una moltitudine di Lightyear, è la scelta di mettere Jessie in primo piano.

Finalmente subentrata al duo Woody-Buzz, la sua missione per aiutare Bonnie a trovare una vera amica regala alcuni momenti da lacrime agli occhi. Toy Story 5 richiama anche il devastante montaggio di Toy Story 2 sulle note di "When She Loved Me" e scandaglia i persistenti dolori dell’abbandono di Jessie. Ma anche qui la risoluzione non colpisce quanto dovrebbe e gran parte della chiusura emotiva dà l’impressione di essere ripresa dai film precedenti.

Resta il fatto che Joan Cusack è un tesoro. Più ruoli per lei, per favore.

Toy Story 5
Toy Story 5 Pixar - Disney

È innegabile che perfino un Toy Story debole resti comunque un buon film. Questo quinto racconto tocca alcuni dei temi più cari della saga, come la crescita, il potere dell’immaginazione e la perdita, e il suo finale pieno di calore è difficile da contestare. Ma, come dice un giocattolo sconsolato, "l’era dei giocattoli è finita" e, a giudicare da Toy Story 5, l’incanto delle precedenti avventure Pixar non va più "verso l’infinito e oltre".

Quando succede questo e il film sembra una compilation dei momenti migliori per una nuova generazione, senza rispondere alla domanda "Avevamo davvero bisogno di un nuovo Toy Story?", forse è il momento di crescere davvero, rimettere i giocattoli nella scatola e rivedere il miglior Pixar.

Ratatouille. È Ratatouille. E se non siete d’accordo, non farete che dare ragione al Buzz del 1995 quando diceva: "Non sembrano esserci segni di vita intelligente da queste parti".

Toy Story 5 esce nelle sale di tutto il mondo il 19 giugno.

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