Secondo indiscrezioni, il Dipartimento di Stato Usa sta finalizzando un “radicale restyling” del passaporto, con una foto di Donald Trump dal suo secondo ritratto inaugurale. Il progetto è stato accolto malissimo.
«Il patriottismo è la virtù dei malvagi», sosteneva Oscar Wilde.
Per quanto non ci sia nulla di male nel difendere ed essere orgogliosi della propria patria, l’idea di essere patrioti è stata spesso abusata, usata come bandiera per giustificare pensieri, dichiarazioni e azioni odiosi.
Una di queste azioni, finita nel mirino di molti, è il progetto di Donald Trump di aggiungere il proprio volto ai nuovi passaporti statunitensi.
Secondo quanto riferito, il Dipartimento di Stato sta finalizzando un «radicale restyling» del passaporto, che includerà una foto di Trump tratta dal suo secondo ritratto inaugurale.
La Casa Bianca ha pubblicato a sua volta un post sui passaporti in programma.
La didascalia del post? «Patriot passport unlocked».
Con un’emoji dell’aquila calva, simbolo degli Stati Uniti. Ovviamente.
Un funzionario del Dipartimento di Stato, citato dalla CNN, ha dichiarato che il passaporto con il volto di Trump «sarà il passaporto predefinito rilasciato dalla Washington Passport Agency, quando sarà disponibile», per chi rinnova il documento di persona.
Ha aggiunto: «Le opzioni online o altri sportelli manterranno l’attuale modello di passaporto».
Come si può immaginare, questa nuova manifestazione del cosiddetto «patriottismo» sta facendo il giro dei social. Il sentimento generale sembra essere: «No grazie, concentriamoci invece su priorità più urgenti» / «Non voglio vedere la faccia di Trump sul mio passaporto».
Mike Levin, rappresentante alla Camera per il 49º distretto congressuale della California, ha riassunto la situazione ricordando che Trump sta cercando di mettere il suo volto anche su monete e banconote. Scrive: «Nessun presidente in carica ha mai fatto una cosa del genere. Monete, pass per i parchi, corazzate e ora il vostro passaporto. Quest’uomo non riesce a trovare una superficie su cui non voglia appiccicare il proprio nome o il proprio volto. Questo non è patriottismo. È vanità».
E se siete curiosi di sapere che cosa pensasse Oscar Wilde della vanità (abbiamo iniziato con Wilde, tanto vale concludere con lui), prendete una copia di «L’importanza di chiamarsi Ernesto».
Andate all’Atto II. Jack ad Algernon: «La tua vanità è ridicola, la tua condotta scandalosa e la tua presenza nel mio giardino assolutamente assurda».
A giudicare dai commenti online, in molti vorrebbero dire esattamente la stessa cosa a Trump.
Date un’occhiata ad alcuni dei commenti qui sotto:
Arrivo previsto: quest’estate. Giusto in tempo per le celebrazioni dei 250 anni degli Stati Uniti.