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Debito USA supera 40 trilioni: il Tesoro raddoppia i riacquisti per calmare i mercati

ARCHIVIO. Banconote da 20 dollari vengono contate a North Andover, Massachusetts, giugno 2018
ARCHIVIO. Banconote da venti dollari vengono contate a North Andover, Massachusetts, giugno 2018 Diritti d'autore  AP Photo/Elise Amendola
Diritti d'autore AP Photo/Elise Amendola
Di Quirino Mealha
Pubblicato il
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Mercoledì il Tesoro USA è intervenuto per calmare un mercato dei bond scosso dall’aumento dei costi di finanziamento, raddoppiando i riacquisti di debito poche ore prima che dati separati attestassero per la prima volta il superamento dei 40 mila miliardi di dollari di debito pubblico.

Il debito pubblico degli Stati Uniti ha raggiunto il livello record di 40 mila miliardi di dollari (34,4 mila miliardi di euro), mentre il Tesoro ha risposto alle pressioni del mercato obbligazionario impegnandosi a riacquistare una quota molto più ampia dei propri titoli più datati.

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I due annunci arrivati da Washington nello stesso giorno sono due sintomi dello stesso problema di fondo: un governo che si indebita a un ritmo senza precedenti proprio mentre chi compra i suoi titoli di Stato più a lunga scadenza chiede rendimenti più alti per continuare a finanziarlo.

I riacquisti funzionano come operazioni mirate. Invece di stampare nuova moneta, il Tesoro Usa usa la liquidità che ha già per riacquistare dai investitori i vecchi titoli, più difficili da scambiare, migliorando la liquidità senza modificare l’ammontare complessivo del debito.

Dal 9 settembre, la dimensione massima di ogni operazione di riacquisto sui mercati dei titoli a 10-20 anni e 20-30 anni raddoppierà almeno, passando da 2 miliardi di dollari (1,7 miliardi di euro) a 4 miliardi di dollari (3,4 miliardi di euro), fino alla prossima tornata trimestrale di rifinanziamento del 4 novembre.

Il Tesoro statunitense ha spiegato che la modifica riflette "un forte interesse da parte degli operatori di mercato" su quel tratto della curva dei rendimenti, ma la tempistica della decisione non è casuale.

Martedì il rendimento del titolo trentennale è salito al livello più alto dal 2007, in quello che gli analisti descrivono come una sorta di sciopero degli acquirenti in corso dalla fine di giugno, aggravato dall’aumento dell’offerta di debito societario legato agli investimenti nei data center per l’intelligenza artificiale.

Dopo l’annuncio di mercoledì i rendimenti sono scesi: il trentennale è calato di circa 9 punti base e il decennale di circa 6, e Wall Street ha reagito con un rialzo.

Alla domanda se gli americani debbano preoccuparsi per questa volatilità, il presidente Usa Donald Trump ha risposto semplicemente: "No, non credo".

Non tutti, però, sono convinti che la misura sia sufficiente.

Il presidente Usa Donald Trump parla durante una riunione con i leader del settore tecnologico nella Roosevelt Room della Casa Bianca, 19 agosto 2026
Il presidente Usa Donald Trump parla durante una riunione con i leader del settore tecnologico nella Roosevelt Room della Casa Bianca, 19 agosto 2026 AP Photo/Jacquelyn Martin

L’entità dell’aumento è modesta se paragonata ai 32 mila miliardi di dollari (27,5 mila miliardi di euro) del mercato dei titoli del Tesoro che dovrebbe stabilizzare. L’economista Mohamed El-Erian ha suggerito che la reazione di mercato, così forte, riflette più le aspettative di interventi più ampi in futuro che l’effetto diretto dei riacquisti in sé.

Thomas Simons, capo economista Usa di Jefferies, ha affermato che l’annuncio rompe con il consueto schema del Tesoro, basato su una comunicazione graduale e ben preparata dei propri piani di indebitamento, e ha dato l’impressione di essere stato "sparato a braccio".

Come il debito pubblico Usa è arrivato a 40 mila miliardi di dollari

La cifra sul debito, confermata dai dati del Tesoro Usa relativi a martedì, si divide in 32,27 mila miliardi di dollari (27,75 mila miliardi di euro) detenuti dal pubblico e 7,78 mila miliardi di dollari (6,69 mila miliardi di euro) dovuti tra i diversi conti del governo federale.

Questo traguardo è stato raggiunto circa due anni fiscali prima del previsto: nel maggio 2023 il Congressional Budget Office stimava che la soglia non sarebbe stata superata prima del 2028. Anche rispetto ai ritmi recenti l’accelerazione è notevole: i 39 mila miliardi di dollari (33,5 mila miliardi di euro) sono stati toccati solo a marzo, i 38 mila miliardi (32,6 mila miliardi di euro) lo scorso ottobre.

Nei primi dieci mesi di questo anno fiscale il governo Usa ha preso in prestito 1,8 mila miliardi di dollari (1,5 mila miliardi di euro), più di quanto abbia fatto in tutto l’anno precedente, mentre la spesa per Social Security, Medicare, difesa e interessi sul debito continua a crescere più delle entrate.

"Il debito pubblico non è solo una cifra nel bilancio del governo", ha dichiarato David Young, presidente del CEO Center della Conference Board, sottolineando che influenza le decisioni finanziarie che gli americani prendono ogni giorno.

Le due dinamiche si alimentano a vicenda.

Un peso del debito più elevato rende gli investitori più cauti nel concedere prestiti di lungo periodo, il che spinge i rendimenti verso l’alto. A loro volta, rendimenti più alti aumentano il conto degli interessi per il governo, aggiungendo altro debito che il Tesoro Usa deve poi finanziare.

L’ampliamento dei riacquisti annunciato mercoledì può attenuare la pressione immediata, ma non fa nulla per rallentare la corsa all’indebitamento che ne è alla base.

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