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Rheinmetall crolla in Borsa: -17% dopo profit warning per ritardi negli ordini

ARCHIVIO - Proiettili d'artiglieria del produttore di armi tedesco Rheinmetall esposti a Unterluess, Germania, mercoledì 27 ago 2025.
ARCHIVIO - Proiettili d'artiglieria del produttore tedesco di armi Rheinmetall sono esposti a Unterluess, in Germania, mercoledì 27 ago. 2025. -  Diritti d'autore  AP Photo/Markus Schreiber, File
Diritti d'autore AP Photo/Markus Schreiber, File
Di Doloresz Katanich
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Il colosso tedesco della difesa Rheinmetall ha avvertito ritardi nei contratti militari e nelle autorizzazioni alle munizioni, facendo scendere il titolo di oltre il 17% nelle prime contrattazioni di giovedì.

Rheinmetall AG, con sede a Düsseldorf, ha visto le sue azioni crollare di oltre il 17% intorno alle 10:00 CET di giovedì, dopo che il gruppo della difesa tedesco ha tagliato le previsioni di vendite annuali e di margine di profitto.

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In una nota diffusa mercoledì sera, l’azienda ha dichiarato di attendersi ora ricavi per circa 13,2 miliardi di euro nel 2026, in calo rispetto alla precedente previsione di 13,7-14,2 miliardi. Il margine operativo dovrebbe attestarsi intorno al 18,5%, rispetto al 19%.

L’azienda ha spiegato che un importante ordine militare tedesco legato al progetto Arminius con ogni probabilità non verrà aggiudicato quest’anno, rinviando al 2027 i relativi acconti e i ricavi.

Arminius è il programma tedesco per un ampio acquisto di veicoli blindati su ruote Boxer, prodotti da Rheinmetall insieme all’altro gruppo della difesa KNDS.

Rheinmetall si aspetta anche ricavi inferiori al previsto dalle attività più recenti nel segmento armi e munizioni, in particolare dalla cooperazione con la società olandese Destinus.

A parte questo, ha aggiunto, i ritardi nelle verifiche di accettazione di lotti di munizioni d’artiglieria sposteranno parte dei ricavi al 2027.

Il produttore tedesco di armamenti prevede comunque un free cash flow operativo positivo sull’intero anno.

È la seconda volta quest’anno che il gruppo della difesa riduce le previsioni di vendite, dopo una mossa analoga ad agosto, in seguito alla cancellazione del programma della fregata F126 da parte della Germania. Rheinmetall contava di ottenere un ruolo di primo piano nel progetto e la cancellazione ha ridotto le sue stime di ricavi annuali di 300 milioni di euro. Ad agosto la previsione di margine operativo era rimasta invariata.

Rheinmetall comunica risultati trimestrali solidi

Per il terzo trimestre Rheinmetall ha dichiarato di aver centrato le attese, con vendite in aumento del 32% a 3,149 miliardi di euro, rispetto ai 2,308 miliardi registrati nello stesso trimestre dell’anno precedente.

L’utile operativo nel trimestre concluso il 30 settembre è salito del 62% a 553 milioni di euro, dai 342 milioni precedenti, portando il margine operativo al 17,5% dal 14,8%.

L’acquisizione ordini si è attestata a 2,893 miliardi di euro, un livello definito dalla società buono, seppur leggermente inferiore.

Nei primi nove mesi dell’anno le vendite sono aumentate del 38% a 8,4 miliardi di euro e l’utile operativo è balzato del 69% a un record di 1,339 miliardi.

Le azioni della società hanno perso oltre il 48% dall’inizio dell’anno, cancellando parte dei forti rialzi dei tre anni precedenti.

L’intero settore europeo della difesa è stato sotto pressione in Borsa anche giovedì. Intorno alle 10:00 CET, BAE Systems perdeva oltre il 4%, Leonardo il 2,8%%, Thales era in ribasso dello 0,9%, mentre Babcock e Saab cedevano rispettivamente l’1,3% e il 2,7%.

I ribassi hanno fatto seguito alle perdite di mercoledì, in un clima di timori per controlli più severi sulla spesa militare statunitense dopo la vittoria elettorale dei Democratici. Robert Stallard, analista di Vertical Research Partners, in una nota ai clienti citata da MarketWatch ha previsto un maggiore controllo del Congresso sulla politica della difesa e sulla spesa.

JPMorgan ha tagliato il prezzo obiettivo su Rheinmetall a 1.150 euro da 1.350 euro dopo l’avvertimento, mantenendo la raccomandazione "Neutral". L’analista David Perry ha messo in dubbio le prospettive di vendita di più lungo termine per alcuni prodotti per l’esercito e gli obiettivi delle joint venture annunciate da ottobre 2024. Ha inoltre avvertito che la società potrebbe dover ridurre i propri obiettivi per il 2030.

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