A una settimana dalla sparatoria razzista che ha causato un morto e sette feriti a Trappes e La Verrière, venerdì sera sono attese migliaia di persone per un corteo contro razzismo e islamofobia, con la presenza di numerose personalità politiche di sinistra
A una settimana dall'attentato che ha colpito Trappes e il comune vicino di La Verrière, a sud-ovest di Parigi, la mobilitazione contro il razzismo prosegue.
Una grande manifestazione è stata organizzata per venerdì 30 ottobre alle 18, su iniziativa del sindaco della città, Ali Rabeh. Sono attese diverse migliaia di persone per rendere omaggio a Pengo Bossio Wangi, 26 anni, ucciso nella sparatoria, ed esprimere la loro solidarietà ai sette feriti e alle persone a loro vicine.
Il comune invita a una manifestazione contro il razzismo e l'islamofobia. "Di fronte all'orrore che colpisce la nostra città e il Paese intero, Trappes è più che mai solidale e unita", si legge nel testo dell'appello. L'obiettivo dichiarato è anche quello di testimoniare il sostegno dei residenti alle vittime e di rifiutare che la paura e le divisioni si radichino nella società.
La sinistra si ritrova attorno all'appello antirazzista a Trappes
L'appuntamento dovrebbe assumere anche una dimensione politica. Diverse figure della sinistra francese hanno annunciato la loro presenza, tra cui Jean-Luc Mélenchon, leader di La France insoumise, Raphaël Glucksmann, candidato socialdemocratico, e Marine Tondelier, segretaria nazionale degli Ecologisti. Tutti e tre sono candidati alle elezioni presidenziali.
La Ligue des droits de l'Homme, SOS Racisme e diverse organizzazioni sindacali, tra cui CGT e CFDT, hanno a loro volta rilanciato l'appello. In un comunicato congiunto pubblicato giovedì**, queste organizzazioni denunciano la banalizzazione dei discorsi razzisti, anche nel dibattito politico.** Invitano a "rifiutare questa logica di odio e di divisione".
A destra e all'interno del blocco centrista, le assenze dovrebbero invece farsi notare. L'ex primo ministro Édouard Philippe, candidato alle presidenziali per il suo partito Horizons, ha scelto di partecipare alla cerimonia organizzata a La Verrière per la bambina di undici anni ferita nell'attentato, ma non al raduno di Trappes.
Da parte sua, Gabriel Attal, anche lui ex primo ministro e rivale politico di Édouard Philippe, non ha annunciato la sua partecipazione alla manifestazione. Infine, secondo le ultime informazioni disponibili, nessun dirigente nazionale della destra era annunciato a Trappes.
Il sospettato incriminato per omicidi terroristici a Trappes
Sul piano giudiziario, l'indagine ha compiuto giovedì una tappa importante. Kévin Tessier, 39 anni, è stato incriminato da un giudice istruttore antiterrorismo per omicidio e tentati omicidi in relazione a un progetto terroristico, con l'aggravante del movente razzista. La procura nazionale antiterrorismo (PNAT) ha inoltre chiesto il suo collocamento in detenzione provvisoria.
Il procuratore nazionale antiterrorismo Olivier Christen ha inoltre dettagliato le dichiarazioni del sospetto durante una conferenza stampa. Kévin Tessier ha riconosciuto di aver deliberatamente preso di mira persone che percepiva come musulmane, africane o nordafricane. Il sospettato ha anche ammesso di aver scelto Trappes, periferia popolare di Parigi, perché considerava la città un "covo di islamisti".
Il magistrato ha sottolineato la "grandissima preparazione" dell'attacco. Secondo gli elementi raccolti nell'indagine, il sospetto aveva già acquistato da settembre materiale destinato a aumentare l'efficacia della sua arma. Aveva inoltre preparato il passaggio all'azione cancellando i suoi profili sui social network e nascondendo il telefono e il computer.