Gli studenti delle scuole superiori danno il via al quinto atto della loro mobilitazione: segnalati blocchi e previste manifestazioni a Parigi, Lione, Marsiglia, Lille e altre città
Martedì mattina liceali e studenti francesi hanno ripreso i blocchi in diverse città del Paese, nel quinto atto della loro mobilitazione.
A Parigi diversi licei e università erano bloccati già prima dell'alba. La manifestazione nazionale è prevista alle 14.
A Rennes alcuni studenti si sono radunati prima dell'alba davanti al liceo Jean-Macé. A Marsiglia il liceo Saint-Charles era bloccato dalle 6.45.
A Bayonne, prima delle 8, una decina di furgoni della CRS, il reparto antisommossa della polizia francese, erano schierati nei pressi del liceo Louis-de-Foix. Alcuni studenti intervistati dall'Agence France-Presse hanno giudicato intimidatorio il dispiegamento.
Almeno 200 licei dovrebbero essere chiusi martedì, un numero minore rispetto alle settimane precedenti secondo il ministero dell'Istruzione.
Il presidente Emmanuel Macron ha lanciato un appello alla calma alla vigilia di questa giornata, mentre il governo spera in un rallentamento del movimento durante le vacanze di Ognissanti, che iniziano a fine settimana.
Le organizzazioni di liceali e studenti, invece, rifiutano di abbassare le braccia. Da diversi giorni chiedono di essere ricevute dal primo ministro Sébastien Lecornu.
A Rennes alcuni studenti raccontano di organizzarsi a turni per mantenere i blocchi, mentre altri sperano che la mobilitazione del 17 ottobre contro il caro vita permetta di rilanciare il movimento dopo circa quattro settimane di azioni.
Greta Thunberg accusa la polizia: "Estremamente violenta verso i giovani"
Secondo testimoni sul posto, l'attivista ecologista Greta Thunberg è presente al liceo Paul-Éluard di Saint-Denis, a nord di Parigi, per sostenere il movimento di blocco dei liceali.
Thunberg ha dichiarato che i giovani manifestanti "vogliono riprendere in mano il proprio futuro", aggiungendo che la carenza di fondi per i licei manda ai giovani il messaggio "che non sono una priorità nella società".
L'attivista ha anche accusato la polizia di essere "estremamente violenta verso i giovani manifestanti".
Risposte alle rivendicazioni giudicate insufficienti
I liceali denunciano innanzitutto la carenza di insegnanti, le classi sovraffollate, gli edifici degradati e orari di lezione considerati troppo pesanti. Una parte dei manifestanti chiede anche l'abolizione di Parcoursup, la piattaforma che consente di ottenere un posto negli studi dopo il liceo, e maggiori risorse per l'insegnamento pubblico.
Il ministro dell'Istruzione nazionale Édouard Geffray ha annunciato alla fine della scorsa settimana il dispiegamento di tremila insegnanti supplenti negli istituti più in difficoltà, oltre a un aumento di un miliardo di euro del budget del suo ministero.
Ma queste misure sono giudicate insufficienti dalle organizzazioni di liceali, che chiedono in particolare un piano d'emergenza da dieci miliardi di euro per i licei. Promettono di proseguire la mobilitazione per tutto il tempo necessario.