Il commissario Ue all'Economia Dombrovskis ha dichiarato che non è possibile introdurre nuove forme di flessibilità fiscale, ma esaminerà le richieste di Italia e Grecia. "Siamo fiduciosi che Ue seguirà corretta interpretazione flessibilità", ha dichiarato il ministro dell'Economia Giorgetti
“Non possiamo introdurre continuamente nuove flessibilità fiscale", ha affermato il commissario europeo all'Economia, Valdis Dombrovskis in conferenza stampa al termine dell'Eurogruppo, a Lussemburgo.
"Ciò potrebbe suscitare dubbi sulla nostra determinazione collettiva a sostenere il quadro di bilancio basato sulle regole in un momento in cui la credibilità del nostro impegno per la sostenibilità di bilancio è una risorsa fondamentale. Pertanto, non dovremmo metterla a rischio”, ha aggiunto Dombrovskis.
“Nelle ultime settimane abbiamo assistito a un aumento dei rendimenti sui mercati globali dei titoli di Stato e a un ampliamento degli spread all’interno dell’area dell’euro. È quindi necessaria la prudenza di bilancio. Gli Stati membri dovrebbero attenersi agli obiettivi dei propri piani strutturali di bilancio a medio termine e avvalersi con cautela della flessibilità offerta dalla clausola di salvaguardia nazionale. Vale anche la pena notare che il nostro nuovo quadro di bilancio contiene già vari elementi di flessibilità per far fronte alla situazione attuale in modo equilibrato", ha avvertito.
Apertura alle richieste dell'Italia
Tuttavia sull'eventuale apertura di Bruxelles alla flessibilità di bilancio, il commissario ha specificato che è in corso la discussione con Italia e Grecia sulle modalità di applicazione di tale flessibilità per fronteggiare il caro-energia, richiesta avanzata già dai due Paesi.
"Esamineremo più a fondo le richieste di Italia e Grecia. Oggi ho avuto colloqui sia con il ministro Pierrakakis sia con il ministro Giorgetti per discutere della situazione. Il quadro delle regole fiscali contiene già elementi che aiutano e tengono conto della questione dell'aumento dell'inflazione e dell'impatto di una maggiore inflazione sulla traiettoria di crescita della spesa netta", ha dichiarato il commissario Ue.
Dal canto suo, il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti si è dichiarato fiducioso, parlando di un "ampio dibattito sulle ricadute negative sui conti pubblici causate dall'inflazione, in cui la proposta italiana ha ricevuto numerosi consensi, al netto delle tradizionali perplessità dei Paesi 'frugali'".
"Alla Commissione abbiamo chiesto un'ulteriore riflessione sulla questione al fine di una corretta interpretazione dei fattori rilevanti per il rispetto dell'attuale patto di stabilità. Siamo fiduciosi che le buone ragioni tecniche potranno, con gli opportuni approfondimenti e le adeguate forme, trovare la corretta interpretazione delle regole anche all'interno della clausola energia già approvata con decisioni coerenti con la sostenibilità della finanza pubblica", ha aggiunto Giorgetti.
Dombrovskis ha sottolineato che anche la Commissione sta continuando a seguire da vicino gli sviluppi ed è "pronta a proporre misure di risposta, qualora si rendessero necessarie".
"Abbiamo ricevuto una richiesta di attivazione dall'Italia l'11 settembre e la nostra valutazione ha concluso che, nel caso dell'Italia, l'attivazione della clausola non mette effettivamente a rischio la sostenibilità fiscale nel medio termine. La nostra valutazione è positiva", ha dichiarato un portavoce della Commissione europea a proposito della richiesta di attivazione della clausola di salvaguardia nazionale da parte dell'Italia.
"Ora il fascicolo passa al Consiglio, che avrà un mese di tempo per dare il via libera definitivo, solo allora la clausola potrà essere ufficialmente attivata per l'Italia".