La maggior parte delle SLAPP (Strategic Lawsuits Against Public Participation) riguarda la diffamazione o danni alla reputazione ed è usata da chi è abbastanza ricco e potente da permettersi le parcelle degli avvocati
Il Parlamento bulgaro mercoledì ha approvato una legge che punta a proteggere meglio giornalisti, attivisti e altre persone da cause legali abusive, pensate per censurare o intimidire i critici.
Così facendo, la Bulgaria è andata oltre i requisiti minimi fissati dall'Unione europea, nel tentativo di tutelare i media in un Paese in cui la libertà di stampa è sottoposta a pressioni costanti.
Queste azioni legali, note come strategic lawsuits against public participation (SLAPP), puntano a mettere a tacere o mandare in rovina economicamente giornalisti, informatori e organizzazioni per i diritti, più che a vincere davvero le cause.
La maggior parte delle SLAPP riguarda presunta diffamazione o danni all'immagine e viene avviata da chi è abbastanza ricco e potente da sostenere le spese degli avvocati.
La direttiva europea sulle SLAPP del 2024
La riforma recepisce una direttiva europea del 2024, che obbliga gli Stati membri a proteggere i giornalisti dalle cause abusive transfrontaliere all'interno dell'Unione. Ma la Bulgaria ha scelto di estendere queste tutele anche alle cause avviate solo a livello nazionale.
In particolare, la legge consente di respingere già nelle fasi iniziali le azioni manifestamente infondate. Impone ai tribunali di decidere entro termini brevi e irrigidisce le condizioni per imporre ai convenuti misure provvisorie, come il sequestro dei beni.
Le nuove norme si applicheranno anche ai procedimenti già avviati che però non hanno ancora avuto la prima udienza.
L'avvocato Alexander Kashumov, che ha seguito diversi casi di SLAPP, ha definito la legge "un grande passo avanti". Secondo Kashumov, decine di procedimenti di questo tipo, ciascuno da "decine o addirittura centinaia di migliaia di euro", sono attualmente pendenti davanti ai tribunali e hanno "un effetto paralizzante sulla libertà di espressione".
Nell'ultima classifica mondiale sulla libertà di stampa, Reporters Without Borders ha collocato la Bulgaria al 71º posto su 180 Paesi, affermando che nel Paese la libertà di stampa è "fragile e instabile".