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Borse contrastate: gli investitori guardano alla volatilità del petrolio e ai bond USA

ARCHIVIO - Justin Kanda lavora sul floor della Borsa di New York, lunedì 14 settembre 2026. (AP Photo/Seth Wenig)
ARCHIVIO - Justin Kanda al lavoro sul floor della Borsa di New York, a New York, lunedì 14 settembre 2026. (AP Photo/Seth Wenig) Diritti d'autore  AP Photo
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Di Angela Barnes
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Giovedì mattina le Borse aprivano contrastate, mentre gli investitori cercavano di assorbire le recenti oscillazioni del prezzo del petrolio e dei titoli di Stato USA.

In vista dell’apertura dei mercati europei, l’indice di riferimento giapponese Nikkei 225 è salito dell’1,3% nelle contrattazioni del mattino fino a 65.883,41, mentre alcuni produttori di chip beneficiavano del recente interesse per l’intelligenza artificiale. L’indice australiano S&P/ASX 200 è invece sceso dello 0,7% a 8.700,50.

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L’Hang Seng di Hong Kong ha perso lo 0,5% attestandosi a 24.715,95, mentre il Shanghai Composite è arretrato dello 0,8% a 3.902,33. Le contrattazioni sono rimaste sospese in Corea del Sud per la festività del raccolto autunnale di Chuseok.

Nei scambi energetici, il greggio statunitense di riferimento è sceso dello 0,82% a 91,40 dollari al barile. Il Brent, il benchmark internazionale, ha ceduto lo 0,83% a 102,22 dollari al barile.

Il prezzo di un barile di Brent resta molto più alto dei circa 72 dollari che costava prima dell’inizio della guerra con l’Iran, e cresce il timore che il conflitto possa tenere il petrolio bloccato in Medio Oriente a lungo. Proseguono i colloqui attraverso mediatori tra funzionari statunitensi e iraniani, ma finora non ne è uscito nulla di concreto.

Pressioni dal mercato obbligazionario USA

Nella seduta di ieri, Wall Street è finita sotto pressione per effetto del mercato obbligazionario statunitense, dopo che un rapporto sull’economia più forte del previsto ha riacceso i timori per l’inflazione.

L’S&P 500 ha perso lo 0,8% dopo aver chiuso il giorno precedente appena lo 0,4% sotto il record toccato il mese scorso. Il Dow Jones Industrial Average è sceso di 352 punti, pari allo 0,7%, mentre il Nasdaq Composite ha lasciato sul terreno l’1,1% rispetto al proprio massimo storico.

Il rendimento del Treasury decennale è balzato dal 4,96% al 5,10%, un movimento considerevole per il mercato obbligazionario. Rendimenti elevati penalizzano i prezzi delle azioni e di altri investimenti e rallentano l’economia perché rendono più costoso l’accesso al credito per tutti.

Il balzo di mercoledì ha riportato per breve tempo il rendimento del decennale vicino al 5,14%, ai livelli del 2007, prima che la crisi finanziaria globale facesse precipitare i tassi. I rendimenti hanno accelerato negli ultimi tempi a causa dei timori per l’inflazione elevata, l’elevato debito del governo USA e altre preoccupazioni.

I timori legati all’inflazione hanno ricevuto un’ulteriore scossa dopo che un rapporto preliminare ha indicato che la crescita dell’attività delle imprese statunitensi è balzata al livello più alto da oltre cinque anni.

L’inflazione negli Stati Uniti è rimasta così ostinatamente elevata che la Federal Reserve la scorsa settimana ha alzato il tasso di interesse a breve termine per la prima volta in tre anni. Il governatore della Fed Michael Barr ha dichiarato in un discorso questa settimana che ulteriori rialzi "probabilmente saranno necessari" per riportare l’inflazione verso l’obiettivo del 2%.

Anche la Bank of Japan ha recentemente aumentato il tasso di riferimento per frenare l’indebolimento dello yen, ma il passo era atteso da settimane. Di conseguenza la valuta giapponese non ha recuperato in modo significativo. Uno yen debole pesa sul Giappone, Paese importatore di petrolio, soprattutto quando i prezzi del greggio sono in forte rialzo.

Nei cambi valutari, il dollaro USA è sceso leggermente a 157,94 yen rispetto ai 158,30 yen precedenti. L’euro è rimasto pressoché invariato a 1,1382 dollari, contro 1,1388.

Nel complesso, l’S&P 500 ha perso 58,61 punti, attestandosi a 7.706,03. Il Dow è sceso di 352,10 punti a 51.511,59, mentre il Nasdaq Composite ha ceduto 308,24 punti a 26.936,04.

Risorse addizionali per questo articolo • AP

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