In passato, quando era sindaco della Greater Manchester, Andy Burnham aveva dichiarato che Trump non era il benvenuto in città e che si sarebbe rifiutato di incontrarlo.
Il primo ministro britannico Andy Burnham incontrerà per la prima volta il presidente statunitense Donald Trump a margine dei lavori dell'Assemblea generale dell'ONU, martedì, a New York.
Il colloquio dovrebbe essere incentrato sui conflitti in corso in Ucraina e in Medio Oriente.
Secondo le previsioni, Burnham solleciterà Trump a fornire altri missili intercettori all'Ucraina. I due dovrebbero anche discutere come ripristinare il traffico delle navi attraverso lo stretto di Hormuz, quasi del tutto bloccato dall'inizio, a febbraio, della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran.
Da quando è entrato a Downing Street, a luglio, Burnham e Trump hanno parlato due volte.
Trump ha definito Burnham "un tipo simpatico". In passato, quando era sindaco della Greater Manchester, Burnham aveva dichiarato che Trump non era il benvenuto in città e che si sarebbe rifiutato di incontrarlo.
Da quando è diventato primo ministro, Burnham ha detto che cercherà "un terreno comune" con il presidente Trump e che adotterà un approccio pragmatico nei rapporti tra Stati Uniti e Regno Unito.
Secondo gli analisti, Burnham si prepara a ricevere critiche dopo la decisione del suo governo di vietare gli scambi commerciali con gli insediamenti israeliani in Cisgiordania occupata.
Olivia O'Sullivan, del think tank Chatham House, ha dichiarato: "Burnham dovrà muoversi su un equilibrio molto delicato". E ha aggiunto: "Vorrà creare un buon rapporto personale. Vorrà far capire a Trump e all'amministrazione statunitense la posizione europea sull'Ucraina e la necessità di continuare a sostenerla. E probabilmente vorrà utilizzare il resto del tempo all'Assemblea generale dell'ONU per mettere in luce le persistenti preoccupazioni del governo britannico su Gaza e sugli insediamenti israeliani in Cisgiordania".
Altri possibili ambiti di divergenza con Washington potrebbero riguardare la regolamentazione delle aziende tecnologiche statunitensi, l'immigrazione e la politica energetica.
Trump ha recentemente pronunciato diverse dichiarazioni considerate controverse dal governo britannico, tra cui il sostegno alla riunificazione irlandese e i dubbi sollevati sul futuro delle isole Falkland, territorio amministrato dal Regno Unito ma rivendicato dall'Argentina.
Dopo le minacce di Trump, all'inizio dell'anno, di prendere il controllo della Groenlandia, Burnham è stato tra i numerosi leader che hanno espresso sollievo per l'annuncio di un accordo tra Groenlandia, Danimarca e Stati Uniti, volto a rafforzare la presenza militare americana sull'isola artica mantenendola però sotto il controllo danese.
Burnham interverrà martedì alla tradizionale riunione annuale dei leader mondiali, illustrando la sua visione del ruolo del Regno Unito in un ordine mondiale sempre più frammentato.