L'Istituto Universitario Andaluso di Geofisica e Prevenzione dei Disastri Sismici offre una serie di raccomandazioni di base di fronte a questi fenomeni.
La prevenzione, come nel caso delle catastrofi naturali come gli incendi che devastano la Penisola Iberica ogni estate, è fondamentale per salvare vite nelle zone a elevata intensità sismica come il bacino di Granada, nel settore centrale delle Betiche orientali.
A confermarlo è l'Istituto dell'Università di Granada dedicato allo studio di questo fenomeno, che ha pubblicato una serie di raccomandazioni da seguire prima e dopo un terremoto come quello che ha appena colpito la provincia di Granada.
Gli esperti raccomandano di avere un piano preventivo, per non improvvisare quando dovesse verificarsi un eventuale episodio sismico. In casa bisognerebbe avere pronti kit di pronto soccorso, torce, radio e relative batterie, oltre a sapere dove si trovano gli interruttori delle forniture essenziali, perché una linea elettrica danneggiata potrebbe provocare danni successivi agli edifici. Qualsiasi elemento pesante che non sia adeguatamente fissato alla parete può costituire un pericolo.
Durante il sisma bisogna mantenere la calma: dal punto di vista statistico, nella maggior parte dei casi si tratta di un episodio di magnitudine non sufficiente a rappresentare un pericolo per la vita. Questo è importante perché molti incidenti avvengono quando le persone cercano di entrare o uscire dagli edifici durante i terremoti. Bisogna aspettare che il tremore finisca prima di decidere se spostarsi dal luogo in cui ci si trova.
La cosa più importante è proteggere la testa quando si è al chiuso: cercate riparo sotto tavoli o sedie se il tremore è forte, per esempio. Bisogna restare lontani da oggetti, pareti o finestre che potrebbero ferirci durante l'evento.
Se ci si trova all'esterno, allontanarsi dagli edifici e non entrare in nessuno: potrebbero esserci altre scosse di assestamento che li danneggino ulteriormente. Se si è in auto al momento del tremore, fermatela dove lo consente il traffico e restate all'interno del veicolo. Se ci si trova in una zona vicina alla costa, è meglio raggiungere un luogo lontano e sopraelevato e seguire con attenzione i messaggi delle autorità: potrebbe essere diramata un'allerta per tsunami.
Quando il fenomeno è terminato, se si ritiene più sicuro uscire dall'edificio, non bisogna mai usare l'ascensore ma le scale. Lo stato delle crepe nelle strutture indica la gravità dell'accaduto. Se hanno uno spessore superiore ai 3 millimetri e seguono un andamento diagonale o a gradini, la struttura è a rischio; non entrate e, se siete già dentro, uscite appena possibile mantenendo la calma.
Dopo essersi allontanati dalle immediate vicinanze e aver raggiunto una zona dove non possano cadere addosso calcinacci o detriti, bisogna verificare se l'abitazione rimane sul proprio asse o è inclinata rispetto agli edifici adiacenti, se il marciapiede davanti presenta danni e qual è lo stato dei pali della luce vicini.
In seguito si deve esaminare la facciata per verificare l'eventuale presenza di crepe: le più pericolose sono diagonali e con uno spessore compreso tra uno e tre millimetri. Se sono inferiori a un millimetro, in genere si tratta di danni lievi e si può accedere all'interno con prudenza.
Non bisogna effettuare chiamate che non siano di emergenza, per evitare di saturare le linee telefoniche e lasciare senza copertura chi ne ha davvero bisogno. Se si sente qualcuno intrappolato tra le macerie, bisogna dirgli di coprirsi bocca e naso per evitare di inalare polvere e, per quanto possibile, di colpire un oggetto vicino per segnalare la propria posizione. Se si vede un ferito grave ma non intrappolato, non lo si deve spostare finché non arrivano i soccorsi.