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USA: Todd Blanche nominato procuratore generale, allarme sull'indipendenza della Giustizia

Il presidente Donald Trump parla ai giornalisti sul caso dei pagamenti in nero, accanto al suo avvocato Todd Blanche, al tribunale di Manhattan, a New York, il 22 aprile 2024.
Donald Trump parla ai giornalisti sul caso dei pagamenti per il silenzio, accanto al suo avvocato Todd Blanche, al tribunale di Manhattan, a New York, il 22 aprile 2024. Diritti d'autore  The Associated Press. All rights reserved
Diritti d'autore The Associated Press. All rights reserved
Di Gael Camba & AFP
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Dopo aver rischiato la carriera difendendo Donald Trump in un processo penale, Todd Blanche è stato nominato procuratore generale degli Stati Uniti, alimentando timori sull’indipendenza del Dipartimento di Giustizia

Il Senato degli Stati Uniti ha confermato, nelle prime ore di sabato, Todd Blanche, già avvocato personale del presidente Donald Trump, alla carica di procuratore generale. La nomina rafforza il potere che Trump punta a esercitare sul Dipartimento di Giustizia.

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Blanche, che già svolgeva le funzioni di massimo responsabile delle forze dell’ordine federali ad interim, ha difeso Trump come avvocato privato in diversi processi penali prima di entrare nel governo.

Il Senato, dove i repubblicani hanno una maggioranza risicata, lo ha confermato con 50 voti contro 49. Le senatrici repubblicane Susan Collins e Lisa Murkowski si sono unite ai democratici votando no, a testimonianza della forte sensibilità politica attorno alla nomina.

Blanche è il secondo procuratore generale confermato da quando Trump è tornato alla Casa Bianca lo scorso anno, dopo aver dichiarato di voler usare l’apparato di polizia federale per indagare sui suoi nemici politici.

Il procuratore generale ad interim Todd Blanche parla durante una conferenza stampa al Dipartimento di Giustizia, mercoledì 5 agosto 2026, a Washington.
Il procuratore generale ad interim Todd Blanche parla durante una conferenza stampa al Dipartimento di Giustizia, mercoledì 5 agosto 2026, a Washington. 2026 The Associated Press. All rights reserved.

Blanche ha dichiarato di sentirsi "profondamente onorato per la fiducia e la stima che il presidente Trump ha riposto in me per guidare il Dipartimento di Giustizia".

"Sono grato al Senato per essersi trattenuto fino a tardi per portare a termine questo processo. Ai dipendenti pubblici impegnati del Dipartimento di Giustizia, grazie per il vostro lavoro quotidiano per far rispettare la legge e mantenere il nostro Paese sicuro", ha scritto Blanche su X.

Trump, che ha sovvertito molte consuetudini della politica americana cercando di riportare sotto il suo controllo diretto agenzie governative formalmente indipendenti, definisce Blanche una "star".

Forti preoccupazioni sull’indipendenza

Il voto è arrivato al termine di una battaglia turbolenta che ha messo in luce profonde preoccupazioni, tra alcuni repubblicani oltre che tra i democratici, sull’idea di insediare un alleato stretto di Trump al vertice di un Dipartimento di Giustizia che storicamente rivendica la propria autonomia dalla Casa Bianca.

I democratici si sono opposti a Blanche fin dall’inizio, accusando Trump di trasformare il Dipartimento di Giustizia in un’arma politica.

"Il procuratore generale dovrebbe essere l’avvocato del popolo", ha dichiarato martedì il senatore Dick Durbin, capogruppo democratico nella Commissione Giustizia del Senato.

"Il signor Blanche continua ad agire come avvocato personale del presidente, trattando il Dipartimento di Giustizia come uno studio legale al servizio di un solo cliente: il presidente".

Il presidente statunitense Donald Trump, seduto accanto all’avvocato Todd Blanche, assiste al suo processo per aver occultato pagamenti per comprare il silenzio legati a relazioni extraconiugali, 23 aprile 2024.
Il presidente statunitense Donald Trump, seduto accanto all’avvocato Todd Blanche, assiste al suo processo per aver occultato pagamenti per comprare il silenzio legati a relazioni extraconiugali, 23 aprile 2024. The Associated Press. All rights reserved.

Restavano dubbi sulla capacità della Casa Bianca di convincere una manciata di repubblicani indecisi, senza i quali anche questa risicata conferma sarebbe stata impossibile.

Il principale nodo riguardava il tentativo di creare un fondo da 1,8 miliardi di dollari per quelle che Trump definisce vittime di procedimenti giudiziari politicizzati. Tra loro rientrerebbero con ogni probabilità anche i rivoltosi che il 6 gennaio 2021 hanno preso d’assalto il Campidoglio, in un tentativo d’insurrezione per impedire la certificazione della vittoria di Joe Biden alle presidenziali del 2020 su Trump.

L’altro punto cruciale era una proposta senza precedenti che avrebbe concesso a Trump l’immunità dai controlli fiscali.

Campagna di "retribution"

Alla fine Blanche ha disinnescato l’opposizione interna al partito con un ordine scritto, emanato nel fine settimana, che cancella il cosiddetto fondo politico di "anti-weaponization". Nel documento ha inoltre precisato che l’accordo sull’immunità dai controlli fiscali per Trump, i suoi due figli maggiori e la Trump Organization si applicherebbe solo "in modo retroattivo" agli anni d’imposta passati e non alle dichiarazioni future.

Blanche ricopre l’incarico di procuratore generale ad interim da aprile, quando Trump ha licenziato Pam Bondi, un’altra figura a lui politicamente fedele.

Da allora è stato associato da vicino a quella che i democratici chiamano la campagna di "retribution" di Trump contro gli avversari del presidente, che oggi ha 80 anni.

Blanche è stato inoltre criticato dalle vittime di Jeffrey Epstein per la gestione della pubblicazione dei fascicoli d’indagine sul criminale sessuale condannato, un tempo stretto amico di Trump.

Prima di entrare al Dipartimento di Giustizia, Blanche ha rappresentato Trump nel processo di New York sui presunti pagamenti per comprare il silenzio alla pornostar Stormy Daniels.

Ha fatto inoltre parte del team di difesa legale in due procedimenti federali avviati contro Trump dal procuratore speciale Jack Smith: uno per la presunta gestione impropria di documenti classificati dopo l’uscita dalla Casa Bianca e l’altro per il tentativo di ribaltare i risultati delle elezioni presidenziali del 2020.

Entrambi i casi sono stati archiviati dopo la vittoria di Trump alle elezioni del 2024.

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