Il ghiacciaio del Rodano, in Svizzera, ha perso oltre quattro metri di ghiaccio in un solo mese dopo due ondate di caldo estremo tra giugno e luglio.
Il ghiacciaio del Rodano, nel sud della Svizzera, ha perso oltre quattro metri di ghiaccio in un solo mese dopo le successive ondate di caldo che hanno colpito l'Europa, mettendo in evidenza l'impatto crescente dell'aumento delle temperature sui ghiacciai alpini.
Secondo il Servizio svizzero di monitoraggio dei ghiacciai (GLAMOS), dalla metà di giugno il ghiacciaio si sta sciogliendo a un ritmo medio di circa 10 centimetri al giorno. I glaciologi affermano che la combinazione tra le scarse nevicate invernali e le temperature insolitamente elevate ha lasciato il ghiaccio esposto e particolarmente vulnerabile, alimentando il timore che il 2026 possa avvicinarsi alle perdite record registrate nel 2022.
I ricercatori che monitorano il ghiacciaio spiegano che il ghiaccio non si scioglie soltanto in superficie, ma anche dal basso, dove l'acqua di disgelo scava grandi cavità che ne indeboliscono la struttura dall'interno.
Matthias Huss, glaciologo e direttore di GLAMOS, spiega: "Questa è una cavità da crollo. Il torrente che scorre sotto il ghiacciaio ha scavato una grande cavità, che poi è collassata. Negli ultimi anni osserviamo sempre più spesso che i ghiacciai si sciolgono non solo in superficie, ma anche dal basso. Questi processi li erodono dall'interno. È un problema molto grave, che accelera ulteriormente lo scioglimento."
Le misurazioni effettuate sul ghiacciaio mostrano la rapidità con cui il ghiaccio è scomparso nelle ultime settimane. Huss afferma: "Misuriamo la quantità di ghiaccio che si scioglie. Dalla mia ultima visita, due settimane fa, abbiamo perso un metro e quaranta di ghiaccio. Significa una perdita di 10 centimetri di ghiaccio al giorno. Da metà giugno, quando sono venuto per la prima volta quest'anno sul ghiacciaio del Rodano, la perdita ha superato l'altezza di questo palo. In pratica, in un solo mese sono scomparsi circa quattro metri di ghiaccio, da questo punto fino a qui. Si tratta di uno scioglimento davvero eccezionale e, naturalmente, molto preoccupante per il ghiacciaio."
Il rapido arretramento sta trasformando il paesaggio e, se questa tendenza dovesse continuare, le parti più basse del ghiacciaio del Rodano potrebbero scomparire nel giro di pochi anni. "Con un ritmo di scioglimento così elevato, il ghiacciaio si sta ritirando molto rapidamente. Credo che, in questa zona, tra cinque e dieci anni non ci sarà più ghiaccio. Il ghiacciaio sopravviverà solo più in alto, dove le temperature sono più basse e le nevicate sono più abbondanti."
Gli scienziati spiegano che le difficili condizioni di quest'anno sono iniziate ben prima delle ondate di caldo estive: le nevicate inferiori alla media durante l'inverno hanno lasciato i ghiacciai privi del consueto strato di neve protettivo, che normalmente rallenta lo scioglimento. Secondo il ricercatore, "finora il 2026 è stato un anno molto negativo per i ghiacciai. Quest'inverno ha nevicato poco e il ghiaccio ha avuto uno strato protettivo insufficiente. Abbiamo registrato ondate di caldo precoci a maggio, giugno e ora anche a luglio."
I ricercatori continueranno a monitorare il ghiacciaio del Rodano per tutta l'estate, ma le ultime rilevazioni confermano che il ritiro dei ghiacciai nelle Alpi svizzere sta accelerando.