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Spagna, indagati per jihadismo tra i migranti a Ceuta? Il governo nega

Un migrante marocchino, entrato in Spagna, fa un gesto da un camion mentre l’esercito lo riporta in Marocco, il 3 agosto 2026.
Un immigrato marocchino entrato in Spagna fa un gesto da un camion mentre l'esercito lo riporta in Marocco, il 3 agosto 2026. Diritti d'autore  Copyright 2026 The Associated Press. All rights reserved.
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Di Euronews en español
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Due media spagnoli riferiscono che le autorità avrebbero individuato diversi indagati per jihadismo tra i migranti arrivati a Ceuta. Il ministero dell'Interno nega

In Spagna il ministero dell'Interno ha negato a 'Euronews' di aver confermato le informazioni pubblicate da 'El Español' e 'The Objective', che affermavano che le Forze e i Corpi di Sicurezza dello Stato avevano identificato tra gli immigrati arrivati a Ceuta la scorsa settimana varie persone indagate per reati legati al terrorismo jihadista.

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Secondo le notizie diffuse dai media, agenti della Comisaría General de Información (CGI) della Policía Nacional e della Jefatura de Información de la Guardia Civil (JIGC) avrebbero individuato, dopo aver analizzato nelle ultime ore le immagini delle telecamere di sorveglianza, almeno una decina di persone che in passato erano state arrestate, condannate e successivamente espulse in Marocco per reati legati al terrorismo jihadista.

Una minaccia in trasformazione

La settimana scorsa, esperti di terrorismo interpellati da "Euronews" hanno avvertito dell'evoluzione della minaccia jihadista in Spagna. Secondo gli specialisti, il fenomeno è entrato in una "quarta fase", caratterizzata da processi di radicalizzazione molto più decentrati, alimentati dai social network, dalle applicazioni di messaggistica e da contenuti di propaganda diffusi sotto forma di meme e brevi video, senza la necessità di una struttura gerarchica tradizionale.

Gli analisti sottolineavano anche che Marocco e Spagna mantengono una stretta cooperazione in materia di antiterrorismo, in particolare nello scambio di informazioni e nel monitoraggio degli individui radicalizzati, un elemento chiave per individuare eventuali minacce all'interno di movimenti migratori di grande portata.

Non è la prima volta che questo tipo di notizie provoca polemiche. Nel maggio 2021, dopo l'ingresso di migliaia di migranti dal molo di El Tarajal, il governo smentì le informazioni pubblicate da vari media sulla presunta infiltrazione di terroristi jihadisti e le definì una "bufala malintenzionata".

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