Il governo di Javier Milei ha modificato per decreto la legge sulle migrazioni per consentire di bloccare l’ingresso o espellere stranieri che diffondono messaggi d’odio contro l’Argentina o i suoi simboli nazionali
Il governo dell'Argentina ha modificato per decreto la Legge sulle migrazioni per autorizzare l'espulsione dei cittadini stranieri che diffondano messaggi d'odio contro il Paese o i suoi simboli nazionali, sia oralmente sia per iscritto. La riforma prevede anche la possibilità di negare l'ingresso a persone straniere che tengano questo tipo di condotte.
Secondo il comunicato diffuso giovedì dall'Ufficio del presidente argentino Javier Milei, la nuova normativa non si applicherà alle critiche di natura politica, ideologica o accademica, considerate tutelate dal diritto alla libertà di espressione.
L'esecutivo giustifica la modifica con l'esistenza di "recenti manifestazioni di ostilità contro la Repubblica Argentina e gli argentini", anche se il testo non menziona casi specifici. Il riferimento arriva dopo le critiche rivolte al Paese in diversi ambiti internazionali in seguito all'ultimo Mondiale di calcio.
La riforma coincide anche con una fase di crescente tensione diplomatica tra Argentina e Brasile, in un contesto segnato dai ripetuti attacchi verbali di Milei contro il suo omologo brasiliano, Luiz Inácio Lula da Silva.
Dalla fine del Mondiale, Milei sostiene che esista una campagna internazionale contro l'Argentina, un'accusa per la quale non ha fornito prove e che attribuisce al Brasile, al Messico e al Partito democratico degli Stati Uniti.