La capogruppo dei deputati del Rassemblement national è, al momento e di gran lunga, la candidata meglio piazzata nei sondaggi, nonostante un rientro politico turbolento.
Tornata nella sua roccaforte degli Hauts-de-France, Marine Le Pen terrà domenica il suo primo vero discorso di campagna.
La candidata di estrema destra per il 2027 rilancia la campagna a Hénin-Beaumont, dopo il raduno dei deputati del suo partito a Le Touquet (Pas-de-Calais) sabato. È in testa ai sondaggi: le viene attribuito il 34% delle intenzioni di voto al primo turno, qualunque sia lo scenario, secondo un’indagine condotta l’8 e il 9 settembre da OpinionWay per Les Échos.
Eppure le ultime settimane sono state segnate da una serie di scivoloni, sullo sfondo di presunte frizioni con Jordan Bardella, di polemiche sugli aiuti all’Ucraina e della diffusione di un video in cui un agente di polizia, volontario nel servizio d’ordine del Rassemblement National (RN), pronuncia frasi a sfondo razzista, sessista e complottista.
Marine Le Pen, inoltre, non ha ancora reagito alla firma di un patto sull’immigrazione tra Jordan Bardella e Nigel Farage, che prevede, in caso di arrivo al potere, il rinvio in Francia dei migranti fermati nelle acque britanniche.
Che ruolo per Jordan Bardella?
Si moltiplicano le voci su presunte tensioni tra Marine Le Pen e Jordan Bardella, candidato alla carica di primo ministro.
Secondo informazioni di Libération, il presidente del Rassemblement national avrebbe affermato "È lei o me" il 31 agosto, mentre Marine Le Pen avrebbe manifestato l’intenzione di dare più spazio alla nipote, Marion Maréchal, nella campagna, a partire da un discorso alla ripresa dei lavori parlamentari del RN a Le Touquet.
Durante la campagna presidenziale del 2022, Marion Maréchal aveva sostenuto Éric Zemmour, non la zia.
Jordan Bardella ha smentito queste tensioni, dichiarando al microfono di BFMTV: "Va tutto molto molto bene, vi rassicuro. La sostengo al 2000%", durante una trasferta al Forum Ambrosetti, conferenza annuale dedicata a economia e geopolitica organizzata vicino a Milano.
Ha inoltre affermato di avere un’"affinità politica e personale indissolubile" con Marine Le Pen, negando al tempo stesso di voler "imporre" la propria linea al partito. Le divergenze principali tra le due figure del Rassemblement national riguardano soprattutto l’economia, in particolare il sistema pensionistico.
Secondo Bardella, l’attuale sistema delle pensioni in Francia "non è sostenibile sul piano economico". Il leader appare anche restio a che la "patronne" del partito faccia della proposta di vietare il velo nello spazio pubblico uno degli assi centrali della campagna. Il 31 agosto ha affermato che l’obiettivo non era "imporre un codice di abbigliamento", sottolineando che sulla questione si dovrebbe tenere un referendum.
Il presidente del gruppo Patriotes for Europe al Parlamento europeo appare inoltre più favorevole al libero mercato rispetto a Marine Le Pen, tradizionalmente più legata a misure protezioniste.
Solidarietà all’Ucraina
Oltre a queste tensioni interne, il RN deve fare i conti anche con divergenze sulle questioni internazionali.
Ospite di BFM-TV il 4 settembre, Louis Alliot, vicepresidente del RN e sindaco di Perpignan, è stato interrogato sulla pertinenza degli aiuti all’Ucraina.
"Si chiude il rubinetto. Il sistema sanitario, il sistema educativo, l’intera economia, tutti sono ridotti all’osso, e si trovano soldi per finanziare ancora delle armi (…) . Va bene, ma chi paga tutto questo? Bisogna anche saper fermare una guerra", ha risposto.
Queste dichiarazioni hanno rapidamente infiammato il dibattito politico. Su X, Édouard Philippe, candidato del partito di centrodestra Horizons per il 2027, ha colto l’occasione per rimproverare al RN "il suo sostegno al regime di Putin", perché "chiudere il rubinetto all’Ucraina significa fare il gioco della Russia".
"Indebolire l’Ucraina come desidera Marine Le Pen significa minacciare la sicurezza dell’Europa e della Francia. Farò di tutto per impedirglielo", ha aggiunto.
La diretta interessata ha replicato nel giro di un’ora, ricordando all’ex primo ministro di Emmanuel Macron che era in carica quando il presidente russo era stato "ricevuto in grande pompa al castello di Versailles, poi al forte di Brégançon", e che lui stesso aveva accolto Dmitri Medvedev, allora primo ministro, nel giugno 2019 nella sua città di Le Havre.
Il RN alle prese con il caso delle dichiarazioni razziste di agenti di polizia municipale
L’8 settembre, il quotidiano regionale Midi Libre ha diffuso un video scioccante, risalente al novembre 2025. In queste immagini, diversi agenti di polizia municipale a Carcassonne pronunciano frasi razziste, sessiste e complottiste durante una pattuglia notturna.
Il capo della pattuglia, all’origine di quasi il 90% delle esternazioni d’odio registrate nel corso della serata, è un ex paracadutista. È stato però anche volontario al dipartimento protezione sicurezza, il servizio d’ordine interno del Rassemblement national.
In particolare ha scortato Jordan Bardella in diverse trasferte, tra cui il tour promozionale del suo libro e il lancio della campagna del RN per le elezioni comunali.
Il poliziotto in questione è stato espulso dal Rassemblement national mercoledì. Jordan Bardella, da parte sua, ha definito le sue parole "ignobili" venerdì.
La procura di Carcassonne ha inoltre annunciato mercoledì la sospensione dei quattro agenti di polizia municipale che compaiono nel video.