A dieci anni dallo storico referendum sulla Brexit, la scelta del Regno Unito di uscire dall'Unione europea appare ancora profondamente divisiva.
Un mare di bandiere dell’UE ha sembrato superare in numero le Union Jack durante alcune sezioni della "Last Night of the Proms" della BBC, sabato sera. Il rapporto del Regno Unito con Bruxelles è tornato così sotto i riflettori.
Le riprese dell’evento, che fa parte di un festival di musica classica organizzato ogni estate a Londra, mostrano una distesa di bandiere blu e oro che sventolano tra il pubblico della Royal Albert Hall.
Le 12 stelle dorate della bandiera europea sono apparse particolarmente in evidenza durante l’esecuzione di brani come "Land of Hope and Glory", mentre alcune immagini della sala mostrano anche la bandiera dell’UE appesa ai balconi dell’edificio.
Le immagini hanno suscitato l’ira di alcuni esponenti della destra britannica.
Andrew Rosindell, deputato del partito di estrema destra e anti-immigrazione Reform UK, ha definito lo spettacolo una "serata meravigliosa, rovinata da fanatici pro-UE egoisti" e ha chiesto alla BBC di introdurre in futuro una "politica sulle bandiere" per l’evento.
L’ex deputata conservatrice Jane Stevenson ha inoltre accusato lo spettacolo di essere stato "preso d’assalto dai propagandisti del fronte Remain (favorevole alla permanenza nell’UE)".
Sul sito ufficiale della Royal Albert Hall si legge che "alle Proms sono consentite le bandiere, tradizionalmente parte dei festeggiamenti della Last Night, purché non ostacolino il regolare svolgimento del concerto".
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Brexit compie dieci anni
A dieci anni dallo storico referendum sulla Brexit, la decisione del Paese di lasciare l’Unione europea resta divisiva come allora.
Negli ultimi due anni il voto è tornato al centro dell’attenzione, mentre il Partito Laburista al governo ha avviato una campagna per ricostruire i rapporti con l’UE sotto la guida dell’ex primo ministro Keir Starmer, che aveva promesso di "rimettere la Gran Bretagna al centro dell’Europa".
Nel 2025 Starmer aveva concordato con Bruxelles un "reset" della Brexit che, a suo dire, avrebbe ridotto "burocrazia e cavilli amministrativi", come parte di una strategia per affrontare la crisi del costo della vita e creare nuovi posti di lavoro.
I progressi sono però stati lenti, perché permangono divergenze sostanziali da entrambe le parti. In particolare, il progetto di un programma di mobilità per i giovani si è rivelato un nodo difficile da sciogliere.
I negoziati sul reset sarebbero dovuti proseguire a luglio, ma un vertice previsto è stato rinviato dopo le dimissioni di Starmer.
Ad agosto, tuttavia, il successore di Starmer a Downing Street, Andy Burnham, ha dichiarato che il Regno Unito deve essere "più audace" nel tentativo di ricostruire i rapporti con il blocco, secondo quanto riferito dal suo ufficio.
Burnham ha fatto queste osservazioni durante un incontro con il presidente del Consiglio europeo, António Costa, mentre i due erano in viaggio verso Kyiv per una serie di eventi in occasione della Giornata dell’Indipendenza dell’Ucraina.
Durante il viaggio, Burnham ha detto a Costa che "il Regno Unito deve essere più audace nel cercare di avvicinarsi al blocco", ha riferito una portavoce di Downing Street.
"Ciò includeva rafforzare i già stretti legami di difesa e sicurezza tra il Regno Unito e gli alleati europei, per favorire una maggiore cooperazione in tutti gli ambiti della relazione", ha aggiunto.