Gli attacchi con droni e missili russi hanno devastato la rete energetica dell’Ucraina dall’invasione del febbraio 2022, causando danni per decine di miliardi di euro e provocando frequenti blackout
L’Ucraina si prepara ad affrontare un’ondata di caldo definita intensa, con temperature fino a 38 gradi che rischiano di mettere ulteriormente sotto pressione la rete elettrica nazionale, già gravemente danneggiata dagli attacchi russi degli ultimi anni.
Secondo il Centro idrometeorologico statale, il picco delle temperature è atteso nei prossimi giorni, mentre i gestori energetici di almeno cinque regioni, da Ivano-Frankivsk fino a Zaporizhzhia, hanno annunciato restrizioni temporanee ai consumi elettrici in alcune fasce orarie.
Dall’invasione russa del febbraio 2022, la rete energetica ucraina è stata ripetutamente colpita da droni e missili, provocando danni per decine di miliardi di euro e frequenti blackout sia nei mesi più freddi sia durante i periodi di caldo estremo.
"Il caldo è anche un duro banco di prova per le apparecchiature che operano in condizioni di guerra da più di quattro anni e hanno resistito a numerosi attacchi", ha spiegato Sergii Kovalenko, amministratore delegato della compagnia energetica Yasno.
Kovalenko ha sottolineato che l’estate rappresenta il periodo cruciale per le riparazioni della rete elettrica, già messa a dura prova dagli attacchi russi dell’inverno scorso. Per questo motivo il sistema energetico starebbe già "funzionando al limite delle proprie capacità".
"Ecco perché nei prossimi giorni il sistema elettrico funzionerà in una modalità molto tesa", ha aggiunto.
L’ondata di caldo che sta investendo l’Ucraina arriva dopo aver colpito duramente gran parte dell’Europa occidentale. Negli ultimi giorni le temperature record hanno messo sotto pressione ospedali, trasporti e sistemi energetici in diversi Paesi europei, dove molte infrastrutture non sono progettate per resistere a temperature così elevate.
Secondo l’agenzia sanitaria dell’ONU, dal 21 giugno in Europa sono stati registrati oltre 1.300 decessi in eccesso legati al caldo estremo. Tra le vittime figurano anche bambini piccoli morti dopo essere stati lasciati in auto e giovani annegati mentre cercavano refrigerio in aree balneari non sorvegliate.
La Francia ha registrato almeno 74 morti per annegamento dal 18 giugno, mentre in Polonia le autorità hanno riferito che soltanto domenica 17 persone sono annegate.
Anche i Balcani si preparano ad affrontare temperature fino a 40 gradi, mentre in Bosnia i vigili del fuoco stanno combattendo diversi incendi alimentati dal caldo intenso.
Secondo un’analisi dell’AFP, almeno 130 milioni di persone in Europa dovranno affrontare temperature superiori ai 35 gradi. Gli esperti del gruppo World Weather Attribution hanno definito questa ondata di calore la più intensa mai registrata nel continente e hanno affermato che sarebbe stata "praticamente impossibile" così presto in estate senza il cambiamento climatico.