Il premier Netanyahu non intende cedere le posizioni acquisite in Libano e sta negoziando con gli Stati Uniti la permanenza nel sud del Libano dopo l’intesa firmata da Trump con Teheran, che chiede però la fine delle ostilità anche sul fronte libanese
L'esercito israeliano (IDF) ha annunciato giovedì che un soldato ferito mercoledì nel sud del Libano insieme a 6 commilitoni, è deceduto. Il maresciallo Alexander Filin, 29 anni, «è caduto in combattimento», ha dichiarato l'esercito in un breve comunicato.
L'IDF ha precisato che un ufficiale, un ufficiale e un soldato riservisti hanno riportato ferite di media entità. Un sottufficiale combattente, due soldati di riserva e una soldatessa di riserva sono invece rimasti leggermente feriti.
Mercoledì Stati Uniti e Iran hanno firmato un memorandum d'intesa per porre fine alla guerra scoppiata a Teheran il 28 febbraio, incluso in Libano.
Tuttavia scontri a fuoco sono proseguiti in queste ore nel sud del Paese.
Un attacco con droni israeliano ha ucciso una persona giovedì a Kfar Tebnit-Arnoun, nel distretto di Nabatiyeh, nel sud del Libano, secondo l'agenzia di stampa statale libanese Nna, dopo un attacco analogo il giorno precedente.
Per Al Jazeera i morti sono due e un'altra persona è deceduta in un bombardamento a Zebdin.
Secondo i media israeliani, Israele è impegnato in negoziati dietro le quinte con gli Stati Uniti nel tentativo di mantenere la propria presenza in Libano, per quelle che definisce operazioni necessarie a proteggere il proprio territorio dalle minacce di Hezbollah.
"Proprio come abbiamo ripristinato la sicurezza nella zona di Gaza, così ripristineremo la sicurezza e la prosperità nei villaggi settentrionali. Ciò richiede il mantenimento della zona di sicurezza nel sud del Libano", ha affermato secondo la tv israeliana Channel 12 il premier Netanyahu.
Lo stesso esercito ha pubblicato sui propri canali social una mappa che conferma l'estensione e l'ampiamento anche di tale zona.
L'Iran ha però avvertito giovedì che il mantenimento della presenza israeliana in Libano «annullerebbe» l'intesa con gli Stati Uniti, frutto di mesi di intensi sforzi diplomatici e di mediazione.
Il Libano è stato trascinato nel conflitto quando Hezbollah, sostenuto dall'Iran, ha lanciato razzi contro Israele il 2 marzo in sostegno di Teheran. Da allora, migliaia di persone sono state uccise nei quotidiani attacchi israeliani, nonostante sia in vigore una fragile tregua tra le due parti, negoziata da Washington.
In precedenza il Libano aveva dichiarato che la vasta campagna di raid aerei e l'invasione di terra da parte di Israele hanno finora causato la morte di quasi 4mila persone. Beirut riferisce che oltre 10.000 altre persone sono rimaste ferite negli attacchi e che più di un milione di abitanti sono stati sfollati all'interno del Paese.
Dal lato israeliano, 31 soldati e un appaltatore civile sono stati uccisi da quando è iniziata l'invasione di terra in Libano.
Le Nazioni Unite hanno ripetutamente chiesto la fine dei raid sul Libano, avvertendo che la situazione in evoluzione ha creato una grave crisi umanitaria in un Paese già stremato da anni di declino economico e da carenze di energia e di servizi di telecomunicazione.