Nelle città gemelle di Valga e Valka, una linea invisibile continua a dividere le rispettive comunità, anche dopo la scomparsa del confine tra Estonia e Lettonia. Un nuovo progetto finanziato dall’UE invita i giovani a risolvere questo problema.
Basta trovarsi nel centro di Valga, nel sud dell’Estonia, per essere a pochi passi dalla Lettonia. Basta infatti attraversare la strada per ritrovarsi a Valka. Le due città condividono un fiume, una storia e circa ventimila abitanti, eppure per la maggior parte di chi ci vive, il vicino dall’altra parte del confine resta uno sconosciuto.
Valga e Valka erano un tempo un’unica città, nota con il nome tedesco di Walk. Quando l’Estonia e la Lettonia dichiararono l’indipendenza nel 1918, entrambi i Paesi rivendicarono la città come propria. La disputa fu affidata a una commissione internazionale, che la risolse tracciando una linea su una mappa lungo un piccolo corso d’acqua che attraversava il centro urbano. Quella linea divenne il confine internazionale, e i posti di frontiera comparvero in tutta la città, a volte nel bel mezzo di strade residenziali.
Anche sotto il regime sovietico, Valga e Valka rimasero in due repubbliche distinte, la RSS estone e la RSS lettone, fino a quando entrambi i Paesi riconquistarono l’indipendenza nel 1991, conservando le proprie lingue e identità.
Nel 2007, quando Estonia e Lettonia hanno aderito entrambe allo spazio Schengen, il valico di frontiera è scomparso. Eppure, a quasi vent’anni di distanza, le due comunità continuano in gran parte a vivere vite parallele: lingue diverse, sistemi amministrativi diversi, scuole diverse. La barriera fisica non esiste più, ma quella invisibile è ancora lì.
È un problema ben noto a decine di regioni di confine in tutta Europa: luoghi in cui la geografia e la storia hanno lasciato comunità divise, popolazioni in calo e residenti sempre più anziani.
Abbattere la barriera invisibile
Nel settembre 2025, un progetto denominato “Hack the Border” si è proposto di affrontare questa sfida, cominciando dalla generazione che ha più da guadagnare.
Sostenuto dal programma Interreg VI-A Estonia-Lettonia dell’Unione europea e guidato da Garage48, organizzatore di hackathon con sede a Tallinn, il progetto ha coinvolto studenti dai 15 ai 20 anni provenienti da entrambe le città. L’idea era semplice: riunire giovani estoni e lettoni, assegnare loro problemi concreti da risolvere e vedere cosa sarebbe successo.
Il progetto ha preso il via con un evento inaugurale presso la casa della cultura di Valka, seguito da un hackathon di due giorni e mezzo tenutosi a Kääriku, un centro sportivo nella campagna estone. Le squadre miste di estoni e lettoni hanno lavorato tutta la notte su idee per la loro città condivisa. L’hackathon è stato solo l’inizio: a seguire, mesi di workshop, sessioni di mentoring e viaggi studio su entrambi i lati del confine.
Molto più di un semplice hackathon
Ciò che ha sorpreso i mentori non è stata solo la qualità delle idee, ma anche la rapidità con cui le barriere – sociali, culturali, linguistiche – hanno iniziato a dissolversi.
Thomas Danquah, formatore in ambito di salute mentale e mentore dei team studenteschi, ne è stato testimone diretto.
Tra le proposte emerse figuravano programmi di scambio studentesco tra le scuole estoni e lettoni, centri giovanili comuni, eventi culturali condivisi e molto altro ancora. L’inglese, parlato dalla maggior parte dei partecipanti, è diventato la lingua di lavoro, colmando il divario linguistico.
Per Jiří Tintěra, ex architetto di Valga che ha lavorato sul futuro urbanistico della città gemella, questo tipo di energia giovanile è esattamente ciò di cui la regione ha bisogno. “Valga e Valka stanno entrambe affrontando un calo demografico, e la popolazione residente è sempre più anziana”, afferma. “Dobbiamo offrire alle nuove generazioni qualcosa di speciale che non potrebbero trovare da nessun’altra parte. Il confine rappresenta questa nicchia che ci dà una marcia in più rispetto alle altre città, perché questo è davvero un luogo unico.”
Il progetto dispone di un budget complessivo di 83.775 €, di cui 67.020 € (poco più dell’80%) finanziati dal Fondo europeo di sviluppo regionale nell’ambito del programma Interreg Estonia-Lettonia. I partner coinvolti sono Garage48, il Centro di formazione professionale della contea di Valga, in Estonia, e il ginnasio Jānis Cimze di Valka, in Lettonia.
Per Marta Anna Krūmiņa, studentessa del ginnasio Jānis Cimze di Valka, la decisione di aderire è stata immediata. “Se non comunichiamo, la nostra città non crescerà; e dobbiamo crescere. Quindi quando mi hanno proposto questo progetto, ho detto subito di sì, e ai miei amici ho detto: “Andiamo, facciamolo!”