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Messa al bando delle armi nucleari, il Giappone diserta il summit Onu

FILE - Una bandiera nazionale sventola vicino a un porto container a Tokyo, 20 gennaio 2022.
FILE - Una bandiera nazionale sventola vicino a un porto container a Tokyo, 20 gennaio 2022. Diritti d'autore  AP Photo/Eugene Hoshiko, File
Diritti d'autore AP Photo/Eugene Hoshiko, File
Di Oman Al Yahyai Agenzie: AP
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Il segretario di gabinetto del governo giapponese, Yoshimasa Hayashi, ha dichiarato che la partecipazione come osservatore della nazione asiatica non sarebbe in linea con la politica di difesa del Giappone, che si basa sullo scudo nucleare degli Stati Uniti

Il Giappone ha deciso di non partecipare alla conferenza delle Nazioni Unite sul trattato per la messa al bando delle armi nucleari, poiché ritiene che potrebbe inviare un "messaggio sbagliato" agli Stati Uniti. Secondo il segretario di gabinetto del governo di Tokyo Yoshimasa Hayashi, infatti, l'arsenale nucleare di Washington rimane fondamentale per la sicurezza della nazione insulare.

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"Contesto difficile: la deterrenza nucleare è indispensabile"

"In un contesto di sicurezza difficile, la deterrenza nucleare è indispensabile per difendere la vita e i beni della popolazione, nonché la sovranità e la pace in Giappone", ha dichiarato il dirigente ai giornalisti. Di conseguenza, secondo Hayashi la presenza del Giappone all'evento potrebbe "interferire con i nostri sforzi per la sicurezza e la pace".

Il Trattato delle Nazioni Unite sulla proibizione delle armi nucleari, adottato nel 2017 e in vigore dal 2021, è stato istituito dopo una lunga campagna globale per prevenire il ripetersi di catastrofi come quelle di Hiroshima e Nagasaki durante la Seconda Guerra Mondiale. Nonostante sia l'unico Paese ad aver subito attacchi nucleari, però, il Giappone si è rifiutato di firmare il trattato, sostenendo che i suoi obiettivi sarebbero irrealistici senza la partecipazione degli Stati dotati di armi nucleari.

Hayashi ha dichiarato in particolare che la partecipazione come osservatore del Giappone potrebbe minare gli sforzi che la stessa nazione nipponica sta portando avanti per un disarmo nucleare. Non ha però specificato quali siano tali iniziative. I funzionari giapponesi affermano di sostenere l'obiettivo di un mondo libero dagli ordigni atomici, ma sostengono che il Giappone debba adottare un approccio pragmatico, data l'escalation nelle tensioni globali.

Critiche da parte delle associazioni di sopravvissuti ai bombardamenti nucleari

La decisione ha suscitato le critiche dei sopravvissuti ai bombardamenti nucleari, che accusano il governo di aver preso impegni di facciata per il disarmo facendo affidamento sull'ombrello nucleare statunitense. L'organizzazione dei sopravvissuti Nihon Hidankyo, che lo scorso anno ha ricevuto il Premio Nobel per la Pace, aveva infatti invitato il governo a partecipare alla conferenza.

Il primo ministro Shigeru Ishiba, esperto di difesa e sostenitore del nucleare, si è battuto per un dibattito più trasparente sul ruolo della deterrenza degli Stati Uniti nella regione. Negli ultimi anni, Tokyo si è espressa apertamente a favore della continuità della protezione nucleare garantita da Washington, citando in particolare le crescenti tensioni con la Cina.

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