EventsEventiPodcasts
Loader

Find Us

PUBBLICITÀ

Ponte Genova: 1200 testi, se parlano tutti rischio prescrizione

Dall'antropologo all'ex premier Conte passando dagli ex ministri
Dall'antropologo all'ex premier Conte passando dagli ex ministri
Diritti d'autore 
Di ANSA
Condividi questo articoloCommenti
Condividi questo articoloClose Button
euronews pubblica le notizie d'ansa ma non interviene sui contenuti degli articoli messi in rete. Gli articoli sono disponibili su euronews.com per un periodo limitato.

(ANSA) - GENOVA, 23 LUG - Una carica di circa 1.200 testimoni per il processo per il crollo del ponte Morandi, collassato il 14 agosto 2018 causando la morte di 43 persone, che porterà ad allungare i tempi rendendo sempre più concreto il rischio prescrizione per alcuni reati. Si va dall'antropologo (che dovrà parlare "del sistema sociale" di via Porro, la strada dove sorgevano i palazzi sotto il viadotto i cui abitanti sono stati sfollati) all'ex premier Giuseppe Conte, passando per gli ex ministri dal 1998 al 2018, ai tecnici, fino a tutti i presidenti delle Commissioni Trasporti di Camera e Senato. Il numero monstre emerge dalle liste testi presentate dalla procura, dai difensori degli imputati e delle parti civili. I giudici, che dopo la prima udienza del processo lo scorso 7 luglio hanno rinviato al 12 settembre, dovranno però decidere se accogliere tutte le richieste o se sfrondare l'elenco. Un elenco che preoccupa la procura perché si rischierebbe una dilatazione dei tempi. I primi reati, quelli meno gravi, inizieranno a prescriversi a fine 2013. Era stato lo stesso procuratore Francesco Pinto a chiedere "di rispettare i parametri costituzionali della ragionevole durata". Sono 59 le persone imputate, tra ex vertici e tecnici di Autostrade e Spea (la società che si occupava della manutenzione e delle ispezioni), attuali ed ex dirigenti del ministero delle Infrastrutture e funzionari del Provveditorato. Le accuse, a vario titolo, sono omicidio colposo plurimo, omicidio stradale, crollo doloso, omissione d'atti d'ufficio, attentato alla sicurezza dei trasporti, falso e omissione dolosa di dispositivi di sicurezza sui luoghi di lavoro. Per i pubblici ministeri Massimo Terrile e Walter Cotugno, buona parte degli imputati immaginava che il ponte sarebbe potuto crollare ma non fecero nulla. Aspi e Spea sono uscite dal processo patteggiando circa 30 milioni. (ANSA).

Condividi questo articoloCommenti

Notizie correlate

Guerra a Gaza: 8 soldati Idf morti nell'esplosione di un blindato, strutture sanitarie al collasso

Guerra a Gaza: colloqui in stallo, "catastrofe igienico-sanitaria"

Germania-Scozia 5 a 1, i padroni di casa vincono il match di apertura degli Europei Uefa 2024