Ucraina al 79° giorno di guerra, negoziati per liberare i combattenti dell'acciaieria di Mariupol

L'acciaieria Azovstal
L'acciaieria Azovstal Diritti d'autore AFP
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Sono in corso i negoziati tra autorità ucraine e russi per liberare gli ultimi combattenti dell'acciaieria Azovstal mentre i russi annunciano di avanzare nella parte orientale del Paese

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Nell'acciaieria Azovstal di Mariupol gli ultimini combattenti ucraini non mollano quella che è ormai diventata il simbolo della resistenza insanguinata ucraina. Le immagini che vedete nel video qui sopra sono state pubblicate da un'unità speciale della Guardia nazionale ucraina a testimonianza dei combattimenti intensi tra ucraini e russi nella difesa dell'ultima roccaforte della città di Mariupol.

Gli ultimi civili sono stati evacuati nei giorni scorsi e la sorte della piattaforma resta nell'ombra per ora.

I combattenti ucraini, sempre nelle scorse ore, hanno diramato un video di addio alle proprie mogli. 

Le autorità ucraine portano avanti i negoziati per liberare gli ultimi combattenti ucraini su sollecitazione delle stesse famiglie.

Esponenti della Croce rossa e delle Nazioni unite si incontreranno con rappresentanti russi per negoziare l'evacuazione dei soldati ucraini da Azovstal. Così la vice premier ucraina Iryna Vereshchuk spiegando che "idealmente la missione di salvataggio avrà diverse fasi, a partire dall'evacuazione dei feriti gravi".

Il padre di un miliziano, Yevgen Sukharikov, ha voluto ricordare che "quello che sta accandendo là dentro non è guerra è un massacro. È la violazione di ogni convenzione, si uccidono persone che si sono arrese".  

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Yevgen Sukharikov, padre di un combattente dell'acciaieriaeuronews

Nella zona più orientale del Paese, intanto, continua l'avanzata russa a Bakhmut  sono evidenti i segni dei bombardamenti malgrado una calma apparente.

La propaganda russa insiste sui progressi dell'avanzata. L'orrore della guerra non ferma la scuola e l'educazione, di ogni ordine e grado dall'insegnamento nella sucola primaria all'università, in Ucraina, dove si continua a fare lezione come si può.

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