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Ucraina: Leopoli grande centro d'accoglienza per i profughi

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Di ANSA
Testimonianza di Iryna, dopo 17 anni a Cagliari rientrata a Lviv
Testimonianza di Iryna, dopo 17 anni a Cagliari rientrata a Lviv

(di Fabrizio Fois) (ANSA) – CAGLIARI, 01 MAR – “Qui da noi a Leopoli la
situazione è abbastanza tranquilla. La città è diventata un
grande centro di accoglienza e siamo in tanti impegnati su
questo fronte: le nostre giornate iniziano però con le
telefonate ai nostri amici e parenti a Kiev e in altre città
sotto assedio per sapere se stanno tutti bene e per capire come
hanno passato la notte. Poi riprendiamo a fare i volontari nei
centri profughi”. E’ la testimonianza di Iryna, agente
immobiliare ucraina che dopo 17 passati a lavorare a Cagliari è
tornata a Lviv (Leopoli), nel suo Paese, oggi scosso dalla
guerra. “Il confine con la Polonia dista solo un’ora e mezza di auto
ma in questi giorni per arrivarci ci vogliono anche 48 ore -
racconta all’ANSA con la voce spezzata dalla commozione – siamo
diventati nostro malgrado punto di ritrovo e partenza e di
fronte al caos totale ci siamo organizzati abbastanza bene,
aprendo centri di accoglienza in diverse zone della città, nelle
scuole, negli asili e anche in alcuni appartamenti messi a
disposizione, con una gestione coordinata dal nostro sindaco”. Secondo il Dipartimento regionale occidentale del servizio di
guardia di frontiera dell’Ucraina-confine occidentale, alle 12
di oggi nei diversi varchi verso la Polonia si registravano code
vedevano di circa 2.500 mezzi e oltre 300 pedoni, diventati alle
15 rispettivamente 3.450 e 450. Iryna ricostruisce con orgoglio la grande mobilitazione
civica messa in piedi spontaneamente dai cittadini di Leopoli:
persone che stanno aiutando mettendo a disposizione prodotti
alimentari o coperte, imprenditori hanno dato attrezzature e
apparecchiature, mentre “i maschi assicurano la vigilanza della
città”. “Le sirene hanno suonato i primi tre giorni dell’attacco
e ora la situazione è abbastanza tranquilla ma sta cambiando
ogni ora – fa sapere la volontaria – Oggi alcuni negozi e
farmacie sono aperte, ma servono medicinali e cibo in scatola.
Le ferrovie hanno messo a disposizione treni gratis e sappiamo
che la strada verso la Polonia è sicura: ci sono molti posti di
blocco presidiati”. (ANSA).

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