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'Ndrangheta:Rinascita;in abbreviato 70 condanne e 20 assolti

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Di ANSA
Prima sentenza dopo maxi blitz contro cosche del vibonese
Prima sentenza dopo maxi blitz contro cosche del vibonese

(ANSA) – LAMEZIATERME, 06 NOV – Settanta condanne, 20
assoluzioni e una prescrizione. A poco meno di 2 anni dal maxi
blitz Rinascita Scott coordinato dalla Dda di Catanzaro contro
le cosche vibonesi ed i presunti legami con ambienti massonici,
imprenditori, forze dell’ordine, politici e pubblici funzionari,
arriva un primo responso giudiziario con la sentenza del gup di
Catanzaro Claudio Paris al termine del procedimento condotto con
rito abbreviato. Le pene – scontate di un terzo per la scelta
del rito – variano da un massimo di 20 anni ad un minimo di
dieci mesi. Alla lettura del dispositivo erano presenti
nell’aula bunker di Lamezia Terme, il procuratore di Catanzaro
Nicola Gratteri, i pm applicati al processo Annamaria Frustaci,
Antonio De Bernardo e Andrea Mancuso, e l’aggiunto Giulia
Pantano. Condannato a 20 anni di reclusione Pasquale Gallone,
ritenuto elemento apicale, considerato il braccio destro del
boss Luigi Mancuso; 16 anni sono stati comminati a Gregorio
Gasparro che avrebbe comandato, insieme a Saverio Razionale e a
Rosario Fiarè (imputati nel processo con rito ordinario) la
cosca di San Gregorio D’Ippona. Altro elemento di spicco della
cosca di San Gregorio è Gregorio Giofrè (13 anni). Assolto
l’imprenditore e avvocato Vincenzo Renda, accusato di essere
legato ai Mancuso di Limbadi. Condannato a 15 anni 4 mesi
Domenico Camillò, al vertice della cosca “Pardea-Ranisi” di Vibo
Valentia. Venti anni sono stati comminati a Domenico “Mommo”
Macrì, capo, insieme a Camillò, del sodalizio criminale di Vibo
Valentia, considerato al vertice dell’ala militare. Venti anni
anche a Francesco Antonio Pardea; 14 anni sono stati inflitti a
Sergio Gentile, partecipe al gruppo dei Lo Bianco Barba e 16
anni a Domenico Pardea, accusato di essere a capo della
consorteria “Pardea-Ranisi” a Pizzo. Assoluzione – sei erano
state chieste dall’accusa – per
Emanuela Chilla, Sapienza Comerci, Francesca Comito, Antonio Di
Virgilio, Matteo Famà, Nicola Fera, Maurizio Fiumara, Annunziata
Carmela Gerace, Francesco Gerace, Gabriele Giardino, Girolamo
Giardino, Michele Giardino, Emanuela Gradia, Francesco La Bella,
Giuseppe Lo Bianco, Vincenzo Mazzitelli, Rosalba Perfidio, Fabio
Scalamandrè, Raffaele Solano. Prescritto Giovanni Vecchio.
(ANSA).

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