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L'Europa fra la speranza di un vaccino e la flessione economica provocata dalla pandemia

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L'Europa fra la speranza di un vaccino e la flessione economica provocata dalla pandemia
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Le previsioni di crescita in Europa sono ridotte, ma cosa significa per l'economia in Europa? Con il Natale alle porte, quali sono le prospettive per il nostro lavoro e le nostre attività? Abbiamo cercato di spiegarvelo.

Sui famosi Champs-Elysées a Parigi, si comincia a fare festa. Normalmente i caffè e le loro terrazze sarebbero aperti. Questa seconda ondata di blocchi ha devastato le imprese in tutta Europa e ha portato la Commissione europea a ridurre le sue previsioni di crescita economica per il prossimo anno.

Stessa cosa ad Helsinki, dove quest'anno il mercatino di Natale è chiuso.

Vediamo però, in una rapida panoramica, come il coronavirus ha scosso la nostra economia quest'anno.

Il 2020 è stato un anno di contrasti. Il primo semestre ha visto la recessione più profonda nella storia dell'Unione Europea. Poi, tra luglio e settembre, le cose sono migliorate con una crescita record del 12,1%. La ripresa si è conclusa bruscamente con la seconda ondata e un nuovo lockdown. La Commissione Europea ha ridotto le sue previsioni di crescita economica per il 2021 per l'Eurozona dal 6,1% al 4,2% e si prevede che passeranno due anni prima che l'economia europea si avvicini al suo livello pre-pandemia. Per questo l'Unione ha concordato uno storico pacchetto di aiuti da 750 miliardi di euro noto come Next Generation EU. Comprenderà 360 miliardi di prestiti e oltre 312,5 miliardi di sovvenzioni. Da dove arriveranno i soldi? il denaro sarà preso in prestito sui mercati finanziari, utilizzando la forte affidabilità creditizia dell'Unione Europea.

Questa estate si è registrato un calo del 95% nel numero di turisti in visita a Parigi. Molte librerie sul lungofiume ad esempio, almeno quelle ancora aperte, hanno visto crollare i loro guadagni.

Non tutte le economie nazionali sono state colpite allo stesso modo - ma anche quelle che hanno subito un colpo minore come la Finlandia - con una contrazione del -4,4% nel secondo trimestre rispetto al -17,8% in Spagna - sono ancora vulnerabili.

La Finlandia

Qui a Helsinki, nonostante sia il porto passeggeri più trafficato del mondo, con oltre 12 milioni di persone che attraversano il Golfo di Finlandia ogni anno, i finlandesi sono stati in grado di controllare il tasso di contagio. Questo spiega in parte perché la contrazione economica sia una delle più lievi nell'UE. Inoltre, il governo finlandese ha sbloccato un pacchetto da 15 miliardi di euro per sostenere i lavoratori e le imprese. Ma con i partner commerciali europei ancora colpiti dalla crisi, sarà sufficiente?Lo stallo della domanda da parte dei partner internazionali e di altri membri europei sta influenzando le aziende finlandesi.

Beweship è una delle più grandi società di trasporto merci private in Finlandia. Ha visto congelato il commercio in entrata e in uscita dalla Finlandia questa primavera.

Così l'amministratore delegato Bengt Westerholm: "Quando hai il 95% degli aerei a terra, in pratica, il trasporto aereo si ferma. E poi sul trasporto marittimo, all'improvviso, abbiamo una situazione in cui una gran parte dei container e le navi portacontainer del mondo, sono bloccate al largo della costa cinese, in attesa che le cose si chiariscano".

Nelle vicinanze, la società di ingegneria, Wärtsilä impiega circa 19.000 lavoratori in tutto il mondo che producono apparecchiature ad alta efficienza energetica per navi e centrali elettriche. Ha perso il 10% delle vendite quest'anno.

Nonostante le previsioni di crescita al ribasso in Europa, qui vedono segni di speranza nel prossimo pacchetto di aiuti europei e nel prossimo Green Deal.

Atte Palomäki, Vicepresidente esecutivo per la comunicazione di Wärtsilä Corporation, dice:

"Questo accordo verde, i piani di ripresa post covid e, in una certa misura, i progetti contro il riscaldamento globale, avranno un impatto su vasta scala. ovviamente per quei clienti che li hanno sottoscritti".

Quasi la metà delle aziende del settore tecnologico prevede che la situazione peggiorerà nei prossimi mesi. Il fallimento incombe in realtà su quasi un quinto delle imprese del settore dei servizi.

A Helsinki, conosciuta anche come "La città del Natale", il mercatino di Natale è solitamente un momento clou, ma non quest'anno. Con la seconda ondata di pandemia, il paese ha dovuto rinunciare a una buona parte dei turisti invernali.

Stuba Nikula, Direttore generale di Events Helsinki, dice: "Il mercatino di Natale si basa su circa 100 piccole microaziende a partita iva. Adesso che l'attività è svanita, per loro potrebbe rappresentre oltre 1/3 del loro fatturato annuo che ora mancano. È una tragedia personale".

Il caso della Finlandia mostra che tenere sotto controllo la pandemia non è sufficiente per salvaguardare l'economia e che anche la situazione nei paesi vicini ha un impatto. Quando si tratta di commercio europeo, nessuno vince, a meno che non vincano tutti.

Christian Odendahl è il capo economista del think tank Center for European Reform. Ha sede a Berlino. Chiediamo come veda il futuro economico dell'Unione Europea.

Euronews: "Bruxelles ha abbassato le sue previsioni di crescita per il prossimo anno - ma allo stesso tempo abbiamo la notizia positiva di un vaccino - Lei quanto è fiducioso quando si tratta della ripresa economica dell'Europa?"

Christian Odendahl: "Ci saranno un paio di mesi difficili perché abbiamo quella tensione vista la prospettiva di una vaccinazione. Una volta che il vaccino è distribuito, probabilmente ci sarà una sorta di boom post-corona. Fino ad allora, dovremo ancora lottare con questo virus e con le misure di blocco messe in atto".

Euronews: "Fra i nostri telespettatori - tanti hanno perso il lavoro o sono stati licenziati, facendo affidamento sugli aiuti di Stato - quanto presto le cose torneranno alla normalità? Si tornerà mai alla normalità?"

Christian Odendahl: "I governi hanno la responsabilità di sostenere i lavoratori e le aziende perché questo è un tipo di crisi molto molto speciale. È una crisi in cui i governi sono costretti a mettere l'economia in una sorta di semi-coma per evitare che il virus si diffonda e ci sono tutti i motivi per sostenere tutti i colpiti. Penso che la prospettiva di una ripresa e di un potenziale boom post-corona dovrebbe incoraggiare le persone a rimanere ferme e a cercare di contenere questo virus per i prossimi due mesi e sperare in una forte ripresa".

Euronews: "Abbiamo visto che anche in Finlandia, dove l'economia ha subito un colpo minore, che il fallimento incombe su un'impresa su cinque del settore dei servizi, non è qualcosa di cui sentirsi estremamente ottimisti".

Christian Odendahl: "Ovviamente no, un'azienda su cinque è una prospettiva molto preoccupante. Questa pandemia ha costretto le persone a provare cose nuove in particolare nelle sfere del lavoro digitale e remoto, quindi penso che ci siano alcune aziende che faranno fatica anche se l'economia si riprenderà completamente perché le persone hanno cambiato le loro abitudini, hanno cambiato il loro comportamento, in alcune parti per sempre".

Euronews: "Ora la Commissione europea ha concordato uno storico pacchetto di aiuti da 750 miliardi di euro: quanto ne abbiamo bisogno?"

Christian Odendahl: "Ne abbiamo assolutamente bisogno. L'Europa meridionale, in particolare il turismo nell'Europa meridionale, è stata colpita molto molto duramente. Ed è qui che è intervenuto il Fondo europeo, per colmare alcune di queste lacune. Gli importi che vanno da nord a sud sono piuttosto considerevoli. Un paese come la Grecia, ad esempio, è destinato a ricevere circa il 2% del PIL nei prossimi due anni. È un trasferimento molto consistente".

Anche se c'è un motivo di ottimismo - è chiaro che la ripresa economica dell'Europa richiederà più tempo di quanto inizialmente previsto - sebbene alcuni paesiiano colpiti più di altri - siamo tutti sulla stessa barca.