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Clima, la nuova strategia europea scommette sulla mobilità a impatto zero

Di Gregoire Lory
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Clima, la nuova strategia europea scommette sulla mobilità a impatto zero
Diritti d'autore  ARIS OIKONOMOU/AFP
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Al Summit europeo del 10 e 11 dicembre, i leader dei Ventisette sono riusciti faticosamente a trovare un accordo sulla riduzione delle emissioni del 55% entro il 2030. Ma l'obbiettivo più ambizioso è quello di ridurre le emissioni di gas a effetto serra del 90% in trent'anni. La famosa "neutralità climatica" infatti è un target da raggiungere entro il 2050. Nessuno sottovaluta la sfida, che messa in questo modo sembra un po' fantascienza, per dare senso alle cifre la Commissione europea ha fissato quindi un calendario preciso.

Già a partire del 2030, la Commissione in Europa vorrebbe almeno: 30 milioni di automobili a emissioni zero, 100 città europee a impatto climatico zero, il raddoppio del traffico ferroviario ad alta velocità, viaggi collettivi a emissioni neutrali per percorsi inferiori a 500 km e mobilità automatizzata su larga scala. Entro il 2035, la Commissione ritiene che saranno pronti per il mercato aeromobili di grandi dimensioni a zero emissioni. Entro il 2050, la regola zero emissioni dovrebbe valere per quasi tutte le automobili, i furgoni, gli autobus e i veicoli pesanti nuovi saranno a zero emissioni.

La Commissaria europea per i trasporti, Adina Vălean, spiega che per una simile rivoluzione nel settore dei trasporti, ci sarà una correlato adeguamento delle infrastrutture. "Prevediamo che entro il 2025 si potrà fare affidamento già su oltre un milione di colonnine per la ricarica elettrica", ha detto Vălean .

L'organizzazione ambientalista Transport & Environment ha accolto con favore il piano ma si è posta anche molte domande sui piani attuativi di tali obbiettivi. "La Commissione vorrebbe rendere i voli più sostenibili - osserva Andrew Murphy, esperto di aviazione della Ong Transport & Environment - . Ma non si sappiamo ancora che tipo di carburanti verranno usati, spero non i biocombustibili perchè hanno una pessima fama. Alternativamente ci sono le energie rinnovabili, ma questo è ancora tutto da stabilire".

Molte decisioni dovrebbero essere prese già a partire del 2021, il trasporto rappresenta un quarto del totale delle emissioni di gas a effetto di serra nell'Unione europea e in questi ultimi anni non ha fatto che aumentare.