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Il cinema e la sua identità europea

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Cresce l’attesa per la serata finale degli European Film Awards, ovvero gli Oscar europei. Sabato a Berlino si terrà la cerimonia di premiazione, per la prima volta in virtuale, ma in diretta streaming in tutta Europa.

I film in lizza per gli Oscar europei

Tra i film in lizza sono diversi i nomi noti nel mondo del cinema come il danese Thomas Vinterberg, il regista francese François Ozon e la regista polacca Agnieszka Holland. Sotto i riflettori anche le nuove rivelazioni come il regista polacco Jan Komasa che, con Corpus Christi, è uno degli outsider più accreditati.

Secondo il regista Komasa le produzioni europee devono vedersela con la concorrenza che arriva dagli Stati Uniti, ma anche dalla Cina. “Ecco perché, ci spiega, è molto importante non solo proteggere ma anche rafforzare la nostra identità europea. Siamo tutti un po’ di parte, e credo che gli European Film Awards siano sinonimo di lotta per preservare e rafforzare la nostra identità.”

Poco conosciuta al grande pubblico, ma sostenuta dagli addetti ai lavori, è la regista novergese Maria Sødahl che, con Hope, ha realizzato una pellicola molto intensa e toccante. La storia di una donna che scopre di avere pochi mesi di vita.

Il film è una coproduzione scandinava e per la Sødahl l'Europa ha tutte le carte conquistare fette di pubblico sempre più ampio. "Noi europei abbiamo la capacità di fare cinema indipendente, cosa che gli americani invece non sono in grado di fare benissimo", ci racconta la regista. "Questo perché siamo in grado di girare anche con piccole troupe e allo stesso tempo di realizzare prodotti altamente professionali, mantengono la nostra personalità".

Italia è in lizza con tre pellicole

Per la sezione miglior c'è "Martin Eden” del regista italiano Pietro Marcello), un esempio di coproduzione europea. "I miei film sono stati prodotti sempre in collaborazione anche con altri paesi, sono sempre esistite delle coproduzioni, ci racconta Pietro Marcello. Anche stavolta, ho avuto la fortuna di lavorare con il mio co-produttore francese e con quello tedesco", ci racconta il regista italiano Marcello.

“Martin Eden” è un adattamento dell'omonimo romanzo di Jack London. Una storia originariamente ambientata a San Francisco che il regista ha adattato per l'Europa. "Credo che Martin Eden sia un film profondamente europeo, un film che è stato realizzato a Napoli, ma Martin Eden è un archetipo come Faust, come Amleto. E’ stato possibile girare le scene anche in altre città come Amburgo, Marsiglia o Napoli. E per l'Italia non finisce qui. Sono andati infatti in nomination: Elio Germano, miglior attore per Volevo Nascondermi, e Fabio & Damiano D'Innocenzo per la sceneggiatura di Favolacce.

Gli altri film in concorso sono tutte coproduzioni. Da The Painted Bird, un film ceco, coprodotto da Slovacchia e Ucraina. La pellicola racconta la storia di un bambino ebreo durante l'Olocausto. Sotto i riflettori anche “Undine”, un film franco-tedesco e “Berlin Alexanderplatz” coprodottao da Germania e Paesi Bassi.

Le altre categorie

In corsa per il miglior regista europeo oltre a Pietro Marcello ci sono: Agnieszka Holland per Charlatan; Jan Komasa per Corpus Christi; Francois Ozon per Estate '85; Maria Sødah per Hope e Thomas Vinterberg per Un altro Giro.

Nella categoria miglior attrice ci sono: Paula Beer in Undine; Natasha Berezhnaya in Dau. Natasha; Andrea Brain Hovig in Hope; Ane Dahl Torp in Charter; Nina Hoss in My Little Sister e Marta Nieto in Mother.

Miglior attore europeo in corsa con Luca Marinelli ed Elio Germano troviamo: Bartosz Bielenia in Corpus Christi; Goran Bogdan in Father; Mads Mikkelsen in Un altro giro e Viggo Mortensen in Falling.