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L'arte dopo il coronavirus: una speranza in Francia con la fiera Art Paris

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L'arte dopo il coronavirus: una speranza in Francia con la fiera Art Paris
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Prima annullata, poi reinventata on line, finalmente Art Paris è tornata nel mondo reale: ed è la prima vera fiera d'arte degli ultimi sei mesi in Europa.

Una nuova speranza per gallerie e artisti

Inizialmente prevista in aprile, Art Paris era stata in un primo tempo annullata per causa di coronavirus, poi era diventata virtuale, e ora finalmente il Grand Palais ha potuto ospitare la fiera d'arte moderna e contemporanea in forma fisica, dal 10 al 13 settembre. Quasi 57 mila i visitatori venuti ad ammirare - e acquistare - le opere di oltre 900 artisti. Un appuntamento immancabile, soprattutto dopo i contraccolpi della pandemia subiti dal mondo dell'arte, come riassume il direttore del salone, Guillaume Piens: "Le gallerie sono molto preoccupate, non hanno visto collezionisti, non hanno venduto, è un periodo molto angosciante. E credo che ai galleristi dia molta speranza e molta gioia poter finalmente mettere in mostra i loro artisti e vendere".

Uno spazio per i giovani

Le restrizioni ai viaggi internazionali hanno anche reso più difficile vendere all'estero. E, spiega il curatore Gaël Charbau, "I più fragili, i più indeboliti in quest'ecosistema sono gli artisti più giovani, perché hanno bisogno di un riconoscimento al di fuori della scena francese".

Per sostenere questi artisti emergenti e le nuove gallerie, Art Paris ha creato uno spazio chiamato "Promesse" in cui 14 gallerie hanno esposto dipinti e sculture. Come le opere di Rosa Maria Unda Souki - nata a Caracas da da madre brasiliana e padre venezuelano, trapiantata a Parigi -, il cui lavoro si basa in gran parte sulla vita di tutti i giorni e sulla casa. Quattro dei suoi quadri rappresentano una sala da bagno. Quattro versioni dello stesso dipinto con titoli diversi, per stati d'animo diversi. Perché, rivela l'artista, "Vedo la sala da bagno non come uno spazio qualunque, ma come uno spazio speciale, protetto, dove possiamo lasciarci andare quando ci sentiamo soli, dove possiamo confrontarci con le nostre emozioni".

L'ultimo dipinto della serie doveva esprimere l'idea di divertimento, ma ha finito per rappresentare lo humour nero e il confinamento, dice: "All'inizio volevo parlare della felicità, del piacere che dà l'acqua... ma l'ho realizzato durante il confinamento, quindi ho pensato più all'umorismo, a come ridere della nostra tragedia, del nostro dramma".

Una fiera che è anche una mostra

Benché Art Paris sia una fiera d'arte, dove l'obiettivo è vendere, è più simile a una mostra rispetto ad altre fiere, con una sua pronunciata linea editoriale. Due i temi principali di quest'edizione: uno sguardo sulla scena francese e le sue "storie singolari e universali" e la penisola iberica dagli anni Cinquanta a oggi. Tra gli artisti esposti nell'ambito di questa seconda tematica, anche il padre di Manuel Valls. L'ex primo ministro francese, oggi consigliere comunale a Barcellona, è stato uno dei visitatori della fiera e ha descritto così l'arte del genitore: "Mio padre era un grande artista spagnolo figurativo che ha lavorato principalmente a Parigi. Realizzava opere di grande dolcezza, molto luminose, con grande meticolosità, e il risultato è che emanano molta poesia".

Manuel Valls non è l'unico politico ad aver visitato Art Paris

Art Paris ha vissuto nell'incertezza quest'anno, come molti altri grandi eventi. L'anno prossimo si svolgerà in una speciale versione effimera del Grand Palais in attesa della ristrutturazione di quest'edificio, la cui riapertura è prevista per il 2024, in tempo per le Olimpiadi.