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100 anni di Festival di Salisburgo, nato dall'unione fra la città e la Filarmonica di Vienna

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100 anni di Festival di Salisburgo, nato dall'unione fra la città e la Filarmonica di Vienna
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Una storia d'amore appassionata, quella tra il Festival di Salisburgo e la Filarmonica di Vienna. La leggendaria orchestra ha plasmato l'identità musicale del festival. Per la centesima edizione, Gustavo Dudamel dirige l'Uccello di fuoco di Stravinsky.

Salisburgo e la Filarmonica di Vienna: un'unione lunga più di un secolo

Il Festival di Salisburgo celebra i suoi primi 100 anni onorando la storia d'amore fra la città e la Filarmonica di Vienna. Una storia cominciata ben prima della creazione del festival: l'orchestra mise piede per la prima volta nella città di Mozart nel 1877. Quando fu creato il festival, il 22 agosto 1920, Salisburgo divenne la sede estiva della Filarmonica.

L'Uccello di fuoco, dalla fiaba russa ripresa da Stravinsky alla bacchetta di Dudamel

Per l'occasione, dall'orchestra viennese l'Uccello di fuoco di Stravinsky prende il volo guidato da Gustavo Dudamel, che commenta: "Penso che sia un pezzo molto importante della mia anima musicale. Fin dall'inizio ci sono queste sincopi, come se cercasse qualcosa. Poi ci sono le parti morbide e dolci. Quindi bisogna bilanciare questi due elementi con il ritmo, con i tempi e anche con le linee melodiche".

Composto per la stagione dei Balletti russi del 1910, è il lavoro che ha rappresentato la svolta per Stravinsky. La storia si basa su una fiaba russa in cui un principe riceve dal mitico Uccello di Fuoco una penna magica che lo aiuterà a distruggere un mago malvagio.

"Penso sia questo il genio di Stravinsky - commenta Dudamel -: anche senza avere una coreografia, solo con la musica, possiamo creare il nostro mondo, il nostro uccello di fuoco...".

Il Festival di Salisburgo, figlio dell'unione fra la città e la Filarmonica

L'unione fra Salisburgo e la Filarmonica di Vienna ha plasmato l'identità musicale del festival. Ne è convinto anche Daniel Froschauer, presidente del Wiener Philharmoniker: "Il Festival di Salisburgo è una colonna portante della nostra esistenza artistica. Qui abbiamo conosciuto alcuni dei più grandi direttori d'orchestra, come Arturo Toscanini, ed è un'esperienza che ci ha arricchiti molto artisticamente".

Anche trascorrere ogni anno l'estate a Salisburgo è un'esperienza che ha lasciato il segno: "Ogni giorno mi sveglio e penso: la mattina suonerò la Quarta Sinfonia di Bruckner, la sera Così Fan Tutte. Adoro sedermi sulle rive del Salzach per godermi la vista di Salisburgo."

Anche Dudamel si sente un po' figlio di questo matrimonio: "Con la Filarmonica ho fatto un viaggio dalla giovinezza alla maturità. Avevo 26 anni quando ho debuttato nell'orchestra. Sono molto aperti nel processo di lavoro. È uno strumento straordinario, e io sono onorato di far parte di quest'incredibile strumento".

E se i concerti e le performance sono finite, è ancora possibile celebrare il centenario visitando la mostra aperta al pubblico fino a ottobre 2021.