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Il premier portoghese a difesa dei fondi di coesione europei

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Il premier portoghese a difesa dei fondi di coesione europei
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In un vertice cruciale, i leader dell'UE cercheranno di raggiungere un accordo sul bilancio per i prossimi sette anni. António Costa, Primo Ministro del Portogallo, guida il gruppo di 16 paesi che si oppongono ai tagli ai fondi tradizionali. In un'intervista con euronews sottolinea che il Parlamento europeo può bocciare una proposta poco ambiziosa.

"Penso che questa proposta sia negativa sotto diversi aspetti. È negativa perché non soddisfa le esigenze globali di finanziamento delle politiche individuate dalla Commissione europea e dal Parlamento europeo. I quattro maggiori gruppi politici al Parlamento hanno una posizione comune e affermano che l'Europa deve disporre di un bilancio che copra le ambizioni presentate nell'agenda po litica. Non possiamo continuare a promettere molto agli europei e poi dare lo i cosi poco. Quei partiti sono stati molto chiari sul fatto che la politica di coesione e quella agricola non dovrebbero subire tagli. Sono fondamentali in termini di identità dell'Unione europea. Permettono che l'UE si avvicini alla vita reale dei cittadini; ma sono fondamentali anche per due delle maggiori sfide europee: la transizione digitale e transizione climatica ".

Si prevede di includere una nuova norma sul rispetto dello stato di diritto. Coloro che non lo rispettano potrebbero perdere alcuni fondi. Alcuni paesi difensori delle politiche di coesione, vale a dire l'Ungheria e La Polonia, criticano molto questa nuova proposta. Antonio Costa ritiene che lo stato di diritto debba restare fuori dalle questioni di bilancio.

"Lo stato di diritto è un principio sancito dal trattato sull'Unione europea ed è un valore essenziale dell'UE. Non ci possono essere Stati membri dell'UE che non rispettano lo stato di diritto . Ma tale principio - proprio perché è di enorme importanza - non può essere applicato esclusivamente quando parliamo del bilancio: dà l'impressione che ciò che stiamo difendendo non sia lo stato di diritto ma che lo invochiamo come pretesto per ridurre gli esborsi nell'Unione. Ciò che è importante capire è che chiunque crede nell'UE deve investire nell'UE ".