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I sogni che fanno le città in mostra a Barcellona

I sogni che fanno le città in mostra a Barcellona
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New York, Dubai, Londra, Parigi, Sidney, Barcellona... In tutte le grandi città si riscontrano gli stessi problemi legati alla mobilità e alla sostenibilità. La metà del genere umano vive oggi nelle aree urbane. Una cifra che da qui al 2050 potrebbe salire al 68 per cento della popolazione mondiale. Decine di megalopoli con tante sfide da affrontare. E allora, perché non condividere le soluzioni?

"Le città sono fatte di sogni". È lo slogan di quest'edizione dello Smart City Expo World Congress di Barcellona. Qui tutti sognano una rivoluzione urbana verde, sostenibile, intelligente e inclusiva.

I trasporti: le soluzioni per una mobilità sostenibile

In primo piano ci sono i trasporti. Trovare soluzioni per una mobilità urbana sostenibile è l'ambizione di produttori di biciclette, moto, scooter e perfino mini auto a due posti, tutto alimentato da energia solare o elettrica. Altri preferiscono concentrarsi sul miglioramento della mobilità collettiva, come Global Cities Mastercard, il cui direttore, Miguel Gamiño, spiega: "L'esempio migliore è quello che abbiamo fatto con i trasporti di Londra. Li abbiamo aiutati a implementare pagamenti con l'utilizzo della carta di credito al tornello. Significa che gli utenti hanno già la carta in tasca, non hanno bisogno di fare la fila alla macchinetta per ricaricare una tessera. Questo ha permesso all'agenzia di risparmiare 100 milioni di sterline all'anno".

Tecnologia e qualità della vita

La trasformazione digitale è destinata a fare un balzo avanti con il 5G. Le città diventeranno più intelligenti, e i veicoli autonomi o la gestione remota dell'illuminazione pubblica saranno la realtà di tutti i giorni. Ma la tecnologia non basta. Per andare avanti, ci vuole quello che qui chiamano il "superpotere della collaborazione": promuovere piattaforme in cui scambiare conoscenze e imparare da altre rivoluzioni urbane. Il direttore della fiera, Ugo Valenti, specifica: "Stiamo cercando di convincere città e imprese a condividere esperienze, non solo quelle positive, ma anche quelle negative, perché quel che accade a New Dehli è magari già successo a Copenaghen e hanno trovato soluzioni per risolverlo".

E se l'innovazione è la chiave, la porta da aprire è la qualità della vita nelle metropoli, secondo David Ricketts, professore di tecnologia all'università di Harvard: "Penso che 'città del futuro' non significhi andare verso la tecnologia al 100 per cento, ma verso la capacità di avere più tempo per stare insieme".

Partecipazione, innovazione, connettività, inclusione... Fino alla prossima edizione c'è un anno di tempo per provare a realizzare i sogni delle città.

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