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Venezia 76: Barbera risponde alle critiche su genere e Polanski

Venezia 76: Barbera risponde alle critiche su genere e Polanski
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Il cinema nazionale e internazionale sbarca al Lido di Venezia per il 76esimo anno ed è al centro di velenose critiche al limite dell'insulto contro il direttore Alberto Barbera, reo di non aver dato sufficiente spazio alle registe donna (solo due quelle in concorso) e di aver piazzato invece l'attesissimo nuovo film di Roman Polanski, J'Accuse, in corsa per il Leone d'oro.

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REUTERS/ Yara Nardi
Alessandra Mastronardi, madrina della 76esima edizione del festivalREUTERS/ Yara Nardi

Barbera dal canto suo risponde alle critiche con pragmaticità:

"Non sono un giudice, non sono quindi nella posizione di decidere cosa sia giusto o meno sulla questione Polanski. Sono un critico cinematografico e l'unico criterio che conosco è cercare di capire se la pellicola è degna di essere presentata al festival o meno".

Sulla questione di quote di genere, Barbera poi la mette su un piano semplice, affermando che non esistono pellicole abbastanza valide, nel numero, dirette da donne:

"Quest'anno abbiamo ricevuto qualcosa come 2000 richieste di ammissione, il 23 percento delle quali sono dirette da donne. Il 25 percento dei film in programma sono stati poi prodotti da donne. Questi sono i dati in media della produzione odierna. E' vero, abbiamo soltanto due pellicole in gara dirette da donne ma come posso dire ... l'unico criterio adottato per la selezione è stato quello della qualità".

L'altra faccia della critica riguarda inoltre l'onnipresenza americana nella rassegna, su tutte quella del divo più atteso del Lido Brad Pitt, che arriva come protagonista di un film molto atteso, il fantascientifico Ad Astra di James Gray.

A ricevere il Leone d'oro alla carriera nella 76esima Mostra internazionale del cinema saranno Julie Andrews, e il regista spagnolo Pedro Almodovar, l'autore che è stato capace di offrire il ritratto più articolato, controverso e provocatorio della Spagna post-franchista, con i temi della trasgressione, del desiderio e dell'identità.

A presiedere la Giuria internazionale del Concorso la regista argentina, Lucrecia Martel, talento della cinematografia latino americana, che assegnerà il Leone d'oro per il miglior film e gli altri premi ufficiali.

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