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La Brexit unisce l'Europa. I 27 a Bruxelles compatti sulle priorità nei negoziati

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La Brexit unisce l'Europa. I 27 a Bruxelles compatti sulle priorità nei negoziati

La Brexit unisce l'Europa. I 27 a Bruxelles compatti sulle priorità nei negoziati
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I 27 ostentano l’unità sulla Brexit. Al vertice straordinario di Bruxelles “le linee guida” dell’Unione europea per i negoziati sull’uscita del Regno Unito sono state approvate all’unanimità.

Fuori dall'Europa non ci sono più protezioni, non ci sono più garanzie

François Hollande Presidente francese

“Abbiamo anche bisogno di garanzie solide per tutti i cittadini e per le loro famiglie che saranno influenzate dalla Brexit sui due lati. Questa dev’essere la priorità numero uno per l’Unione europea e il Regno Unito”, ha ribadito il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk.

Al suo arrivo a palazzo Europa, la cancelliera tedesca Angela Merkel ha riassunto così gli obiettivi dei negoziati dal lato europeo: “Vogliamo continuare ad avere buoni rapporti con la Gran Bretagna anche in futuro, ma vogliamo anche proteggere i nostri interessi. Siamo riusciti molto bene a farlo finora e penso che sia un buon punto di partenza nei negoziati”.

Il primo ministro lussemburghese Xavier Bettel si espresso sulla decisione della premier britannica di tenere elezioni anticipate l’otto giugno: “Penso che voglia risolvere un problema interno nel partito conservatore per avere non una Brexit a metà o una Brexit morbida, ma la Brexit di Theresa, e quindi ha bisogno del sostegno della popolazione”.

In molti hanno sottolineato l’unità raggiunta dai 27 in questo frangente. Fra questi, il capo negoziatore sulla Brexit Michel Barnier: “Quest’unità non è diretta contro il Regno Unito, penso anzi che sia nel suo interesse, è anche un’unità che dimostra che siamo insieme perché abbiamo delle ragioni di restare insieme in modo permanente”.

Ma i riflettori sono puntati anche su François Hollande, in attesa del secondo turno delle presidenziali che potrebbero consegnare la Francia all’antieuropeista Le Pen. Il presidente francese in merito ha commentato: “Fuori dall’Europa – lo vediamo con la questione della Brexit – non ci sono più protezioni, non ci sono più garanzie, non c‘è più un mercato interno. Per un paese che è membro della zona euro non c‘è più una moneta unica. Quindi è un arretramento ed è un rischio. La scelta per domenica sette maggio sarà nel capire se i francesi, non solo globalmente, ma individualmente debbano temere l’uscita dall’Unione europea. Hanno tutto da guadagnare restando nell’Unione. Da questo punto di vista è vero che le elezioni del sette maggio rappresentano una scelta europea”.

Il nostro corrispondente James Franey conferma: “C‘è un raro senso di unità qui fra i leader europei mentre si entra nel vivo del processo della Brexit. Nei prossimi mesi ci saranno sicuramente bisticci e ricadute. Ma una cosa è chiara: ci vorrà più di un’elezione generale britannica per spingere i rimanenti 27 a cambiare linea di condotta in questa prima fase”.