Mazza e piccone per smantellare la Giungla di Calais

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Di Euronews
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Niente buldozer per evitare tensioni. Già in 3mila sono partiti. Nel Regno unito molti comuni non vogliono i minori isolati

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È cominciata la distruzione della Giungla di Calais.

Dopo che, fra la prima e la seconda giornata, sono partiti autobus con a bordo oltre 3mila persone, le ruspe sono entrate in azione, non i buldozer. La prefetto ha dato ordine di smantellare sì, ma non di radere al suolo: non si vogliono immagini troppo violente per cancellare quella che da molti è stata definita la ‘vergogna dell’Europa’. L’obiettivo è non suscitare eventuali tensioni con i migranti ancora presenti sul sito.

La prefetto Fabienne Buccio preferisce i metodi persuasivi:

Andiamo a pulire il campo che chiamano la Landa. Ciò aiuterà i migranti a capire, quelli che esitano ancora, che l’accampamento non c‘è più, che questa situazione di miseria è finita.

Che fine faranno i minori?

La maggior parte dei migranti si presenta spontaneamente agli autobus, ma c‘è chi per protesta appicca il fuoco alle baracche.

E poi c‘è il problema dei minori. In teoria gli adolescenti isolati che si sono messi in viaggio per ricongiungersi con familiari in Gran bretagna dovrebbero essere autorizzati ad entrare nel Regno unito. In 200 sono già a destinazione. Ma molti di più, si parla di 1300, restano bloccati a Calais. Perché un comune su quattro, fra quelli selezionati dalle autorità britanniche, si rifiuta di accogliere questi giovani migranti.

Un altro grave rischio che segnala Save the children è che visto che molti bambini e i ragazzi non sono stati identificati prima delle partenze, potrebbero subire minacce alla loro sicurezza o letteralmente sparire, come è già successo a 129 bambini nella primavera scorsa, quando venne sgomberata la parte meridionale della Giungla.

Several tents burned down. Some more fires burn inside the camp. #calaispic.twitter.com/DaIfMDPPqJ

— Erik Marquardt (@ErikMarquardt) 25 octobre 2016

The Calais Jungle em https://t.co/ODxNPK17HV#Herc

— Fotografia Diária (@ImagemDiaria) 25 octobre 2016

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