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Nucleare Iran: al Gran Bazar di Teheran tutti vogliono la fine delle sanzioni

Nucleare Iran: al Gran Bazar di Teheran tutti vogliono la fine delle sanzioni
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Di Salvatore Falco
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Il Gran Bazar di Teheran è il cuore dell’economia della capitale iraniana. In questo enorme centro commerciale, più che altrove, si attendono i

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Il Gran Bazar di Teheran è il cuore dell’economia della capitale iraniana. In questo enorme centro commerciale, più che altrove, si attendono i risultati dei negoziati sul programma nucleare tra le potenze mondiali e l’Iran.

L’embargo ha causato la chiusura di molte attività e gli iraniani attendono la fine delle sanzioni: anche un gruppo di Pasdaran ha voluto manifestare il sostegno ai negoziatori. Tutti vogliono la fine di quella che è stata definita economia di resistenza.

“L’aumento del tasso di cambio con il dollaro ha fatto diminuire il potere d’acquisto – dice un commerciante – Potete vedere tutti i negozianti all’esterno delle loro attività, perché all’interno non ci sono clienti”.

Le sanzioni hanno non solo messo in ginocchio le attività produttive, ma anche l’assistenza sanitaria. La mancanza di medicine ha colpito i pazienti con le patologie più gravi, mentre i prezzi di quelle disponibili sono aumentati del 245%.

“La medicine per le malattie meno comuni o anche alcuni farmaci contro il cancro vengono importanti con ritardo ed i prezzi sono sempre in salita – spiega la dottoressa Zohreh Nahid, farmacista – Ma spero in una positiva conclusione dei negoziati, perché le sanzioni non colpiscono solo le medicine, ma anche tutti gli aspetti della vita delle persone”.

Gli economisti iraniani sostengono che la colpa vada ricercata anche nella politica economica dell’ex presidente, Mahmoud Ahmadinejad. Mahdi, titolare di una caffetteria, spiega che caffè e zucchero sono diventati beni di lusso: “Non mi aspetto che il tasso di cambio con il dollaro scenda subito dopo l’allentamento delle sanzioni, perché sarebbe irragionevole – sostiene Mahdi – Ma mi aspetto una ripresa del mercato e degli affari per uscire dalla crisi attuale. I soldi della gente devono circolare, solo questo potrà avviare la ripresa”.

Tutto dipenderà dalla conclusione dei colloqui in corso a Vienna. Al tavolo dei negoziati, il regime degli ayatollah dovrà accettare un compromesso tra la revoca immediata delle sanzioni e la sua autonomia di Paese sovrano. Il governo non prevede celebrazioni ufficiali a Teheran in caso di accordo. Alla luce di quanto già accaduto il 2 aprile, dopo l’intesa preliminare di Losanna, è comunque prevedibile che molta gente si riverserà nelle strade per celebrare l’accordo.

“La fine delle sanzioni e la ripresa economica sono diventate le priorità della gente in Iran – conclude il giornalista di euronews, Javad Montazeri – Ecco perché si segue con grande attenzione il procedere dei negoziati sul programma nucleare in corso a Vienna. La speranza è quella di sentire la fine delle sanzioni”.

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