Il governo ha introdotto tagli di 20 giorni delle accise sul carburante per contrastare il rincaro dei prezzi dovuto alla crisi in Medio Oriente. Intanto Crosetto ha proposto una missione internazionale nello Stretto di Hormuz
Il governo ha introdotto mercoledì tagli di 25 centesimi al litro per 20 giorni sul prezzo dei carburanti , per contrastare i rincari innescati dalla crisi in Medio Oriente. Lo ha annunciato la premier Giorgia Meloni mercoledì dopo il via libera al Consiglio dei Ministri per un decreto legge contro il caro-benzina.
La decisione era stata anticipata dal ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini dopo un incontro a Milano con i rappresentanti dell'industria petrolifera, tra cui Eni, Ip, Tamoil e Q8.
La guerra in Iran e il blocco dello Stretto di Hormuz hanno causato uno choc petrolifero globale, con i prezzi del greggio saliti a 110 dollari al barile.
"Bene il taglio delle accise" ha commentato il Codacons. Per quanto riguarda la durata del taglio delle accise, "che dovrebbe essere di soli 20 giorni, il Codacons la ritiene del tutto insufficiente: al termine del periodo di sconti i prezzi dei carburanti alla pompa schizzeranno al rialzo".
Crosetto propone una missione Onu per lo Stretto di Hormuz
La crisi mediorientale è stata al centro dell'agenda istituzionale del governo e degli alleati europei. Mercoledì si è tenuta in videoconferenza la riunione del Gruppo E5 Difesa, la piattaforma informale che riunisce i ministri della Difesa di Italia, Francia, Germania, Polonia e Regno Unito.
Al centro delle discussioni, gli sviluppi nello Stretto di Hormuz, snodo essenziale per il passaggio delle petroliere e metaniere che trasportano risorse energetiche al resto del mondo.
"Noi come Italia saremmo molto lieti se ci fosse una missione che mette insieme tutto il mondo per garantire il passaggio dell’energia a Hormuz", ha dichiarato mercoledì mattina a riguardo il ministro della Difesa, Guido Crosetto, in un'intervista alla trasmissione Mattino Cinque.
"Abbiamo tutto l’interesse, tutto il mondo ha l’interesse che Hormuz non sia coinvolta all’interno di questa guerra, perché da quello Stretto passa oltre il 20 per cento del gas e del petrolio che ogni giorno riforniscono tutto il resto del mondo".
Dall'inizio della guerra in Iran sono più di mille le navi bloccate nel Golfo Persico, una crisi che ha provocato il rialzo dei prezzi del petrolio del 40 per cento.
Crosetto: "Infattibile mandare navi militari a Hormuz"
Dagli Stati Uniti lunedì il presidente Donald Trump aveva invitato gli alleati a inviare navi da guerra per scortare i tanker attraverso lo Stretto, una soluzione definita impraticabile da diversi Paesi, tra cui Italia, Spagna e Germania.
"Non è una cosa fattibile quella di mandare delle navi che potrebbero essere interpretate come navi che partecipano alla guerra e non ad un corridoio di pace", ha dichiarato Crosetto. "Il modo per crearlo è quello di partire magari da un’organizzazione al di sopra delle parti come le Nazioni Unite".
Già lo scorso 11 marzo la premier Giorgia Meloni aveva riferito in Parlamento di aver intensificato il coordinamento con la Germania, il Regno Unito e la Francia "per condividere le valutazioni sull'evoluzione della crisi e coordinare le rispettive risposte nazionali, a fronte di ripercussioni globali sia sul piano economico che sul piano della sicurezza, inclusa quella energetica e alimentare".
Meloni al Quirinale discute di Medio Oriente
Nella mattinata di mercoledì Meloni e Crosetto hanno discusso gli sviluppi in Medio Oriente con il capo dello Stato Sergio Mattarella, durante la tradizionale colazione di lavoro che precede le riunioni del Consiglio europeo a Bruxelles, giovedì e venerdì.
Si sono riuniti anche i vertici militari e dell'intelligence, alla presenza del ministro della Difesae del sottosegretario con la delega alla Sicurezza della Repubblica Alfredo Mantovano. Sul tavolo la guerra in Iran e i contingenti italiani nella regione.
"Avevamo già iniziato a ridurre la presenza dei nostri militari prima che scoppiasse la guerra, adesso abbiamo ridotto o portato a zero", ha dichiarato Crosetto.
"Stanotte c’è stata l’ultima uscita da Baghdad del personale militare: c’erano ancora delle forze speciali che erano rimaste, tranne quelli che proteggono l’ambasciata perché l’ambasciatore ha voluto rimanere a Baghdad. Tutti gli altri sono rientrati."