Una mozione di sfiducia presentato contro Ursula von der Leyen dal gruppo di estrema destra Patriots for Europe è stato respinto al Parlamento europeo da un'ampia maggioranza
La Commissione guidata da Ursula von der Leyen ha incassato nuovamente il sostegno del Parlamento europeo. Giovedì 22 gennaio, una mozione di sfiducia presentata dall'estrema destra Patriots for Europe (PfE) è stata respinta con 390 voti contrari, 165 a favore e dieci astensioni.
Solo 165 voti a favore della mozione di sfiducia
Per rovesciare la Commissione era necessario che la mozione fosse approvata da almeno i due terzi dei voti espressi. Il Parlamento ha deciso dunque di non destituire von der Leyen all'indomani di una significativa battuta d'arresto per la sua Commissione, a seguito del voto degli eurodeputati che hanno deferito l'accordo Ue-Mercosur alla Corte di giustizia.
La mozione di censura presentata dal gruppo di estrema destra era incentrata proprio sulla firma dell'intesa commerciale. Nel testo, si sosteneva che la Commissione non abbia "ascoltato gli agricoltori e i cittadini" e che abbia "oltrepassato le sue competenze" nella firma dell'accordo con i Paesi dell'America Latina.
Le associazioni di agricoltori che questa settimana hanno manifestato davanti al Parlamento di Strasburgo hanno chiesto le dimissioni della conservatrice tedesca, esponendo striscioni e intonando cori.
Von der Leyen ha ancora la fiducia dei gruppi politici
La mozione è stata discussa lunedì a Strasburgo in un emiciclo quasi vuoto, con il Commissario per il Commercio, le Relazioni interistituzionali e la Trasparenza Maroš Šefčovič in rappresentanza della Commissione e quasi nessun leader dei gruppi politici presente in sala. Ciò a indicare lo scarso interesse per la mozione e l'inevitabile esito del voto.
Oltre ai suoi proponenti, solo poche decine di legislatori europei, per lo più appartenenti ad altri partiti di estrema destra, hanno appoggiato il tentativo di rovesciare la Commissione, benché molti eurodeputati abbiano criticato l'accordo Ue-Mercosur e le scelte di von der Leyen.
No da Ppe, S&D, Renew e Verdi (con qualche eccezione)
Gli eurodeputati del Partito Popolare Europeo (Ppe), dei Socialisti e Democratici (S&D), di Renew e dei Verdi hanno sostenuto la Commissione, con alcune eccezioni. L'europarlamentare olandese conservatrice Jessika van Leeuwen del Movimento dei cittadini agricoltori, ad esempio, fortemente contraria all'accordo Ue-Mercosur, ha votato per far cadere la von der Leyen.
Il gruppo Europa delle nazioni sovrane ha sostenuto pienamente l'iniziativa di sfiducia, mentre i Conservatori e Riformisti Europei (Ecr) si sono divisi, con gli eurodeputati polacchi, francesi e rumeni contro la Commissione e quelli italiani, belgi e cechi che l'hanno invece difesa.
Gli eurodeputati del Movimento 5 Stelle hanno votato a favore della mozione
La maggior parte dei legislatori della Sinistra non ha partecipato al voto; pur opponendosi fermamente alla von der Leyen, il gruppo non ha voluto sostenere un'iniziativa promossa dall'estrema destra. Otto dei suoi eurodeputati, tuttavia, hanno votato a favore della mozione, tra cui anche quelli del Movimento 5 Stelle.
"Siamo all'opposizione e quindi dobbiamo votare sempre contro la von der Leyen, indipendentemente dalla provenienza della mozione di censura", ha dichiarato a Euronews Pasquale Tridico, capo delegazione del M5S.
Si tratta della quarta mozione di sfiducia presentata al Parlamento europeo durante il secondo mandato di von der Leyen. Anche i precedenti, a luglio e ottobre 2025, hanno portato allo stesso risultato a favore della Commissione. Rispetto alle votazioni dello scorso anno, il sostegno numerico all'organismo esecutivo dell'Unione europea è risultato addirittura in aumento.