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Pechino: il boicottaggio Usa dei Giochi Olimpici? Solo propaganda

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Di Euronews
Pechino: il boicottaggio Usa dei Giochi Olimpici? Solo propaganda
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Una provocazione politica: così Pechino ha definito il boicottaggio diplomatico delle Olimpiadi invernali promosso dagli Stati Uniti.
Washington ha infatti deciso che nessun rappresentante dell’amministrazione statunitense sarà presente ai Giochi. Un embargo che non riguarderà gli atleti.

"L'amministrazione Biden non invierà alcuna rappresentanza diplomatica o ufficiale alle Olimpiadi e Paralimpiadi invernali di Pechino 2022, alla luce delle gravi violazioni dei diritti umani, in particolare nello Xinjiang. Gli atleti del Team USA hanno il nostro pieno sostegno. Saremo con loro, li supporteremo al 100% da casa, ma non saremo là a contribuire alla fanfara dei giochi", ha dichiarato Jen Psaki, addetta stampa della Casa Bianca.

"Boicottaggio a scopo propagandistico"

Immediata la risposta di Pechino: Washington sta attuando un boicottaggio diplomatico senza nemmeno che i suoi politici siano stati invitati.

Zhao Lijian, portavoce del Ministero degli Affari esteri cinese, precisa: "Sono gli atleti di tutti i Paesi che dovrebbero essere sotto i riflettori, non i singoli politici. Per quanto riguarda i politici che hanno promosso il boicottaggio per scopi di propaganda, che vengano o meno, non importerebbe a nessuno né avrebbe alcun impatto sui Giochi Olimpici Invernali di Pechino".

Il CIO rispetta la decisione Usa

Il Comitato Olimpico in un comunicato ha definito la mancata partecipazione ai giochi una "decisione politica per ogni governo" che il CIO "rispetta pienamente".

Gli Stati Uniti hanno inscenato un boicottaggio completo delle Olimpiadi nel 1980 per protesta contro l'invasione sovietica dell'Afghanistan. L'Unione Sovietica boicottò, per rappresaglia, i Giochi di Los Angeles del 1984.